Il coronavirus favorirà la crescita dell’auto elettrica?

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di Luca Spoldi 29 Aprile 2020 | 14:57

Coronavirus frena settore auto

La pandemia da coronavirus favorirà l’auto elettrica e se sì quale sarà il produttore che se ne avvantaggerà di più? La chiusura degli impianti produttivi e il quasi azzeramento della domanda nei paesi coinvolti dal contagio ha portato a ipotizzare per l’intero 2020 un crollo del 13%-15% delle immatricolazioni di auto nuove, che in questi ultimi anni avevano raggiunto la soglia dei 100 milioni di vetture.

La ripartenza sarà elettrica?

Di queste poco più di 2,1-2,15 milioni lo scorso anno dovrebbero essere state relative a motorizzazioni elettriche. Lo spazio per crescere non manca dunque, se è vero che la “ripartenza” dell’economia mondiale dovrà anche essere l’occasione da cogliere per riorientare la stessa verso produzioni più sostenibili per l’ambiente e per l’uomo.

Occhio ai numeri di Tesla

Nell’immediato è però difficile pensare che lo scenario cambi drasticamente. A febbraio Tesla, che oggi diffonde la trimestrale a Wall Street, aveva annunciato l’obiettivo di consegnare almeno 500 mila auto elettriche quest’ano, rispetto alle 367.500 vetture consegnate lo scorso anno (cifra già superiore alla somma delle vetture consegnate nei due anni precedenti). Oggi gli analisti si attendono una conferma, o meno, di tale indicazione.

In Cina immatricolazioni dimezzate

Alcuni produttori, come Ford, Volkswgen e Toyota hanno già annunciato investimenti miliardari per arrivare a produrre nuovi modelli ibridi o elettrici ma potrebbero dover rallentare i propri piani a causa dell’impatto del coronavirus, al pari di chi come GM sembra per ora puntare solo sulla Cina, dove nei primi tre mesi dell’anno le auto elettriche hanno visto crollare del 50% le proprie vendite, rispetto al -22% segnato dal mercato dell’auto nel suo complesso. Chissà se i dati di Tesla riusciranno a fare maggiore chiarezza sulle prospettive future del produttore e dell’auto elettrica in genere?

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