Decreto Rilancio, ci sarà anche la nautica da diporto?

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di Luca Spoldi 12 Maggio 2020 | 10:30

Giganti del mare restano alla fonda

Se per il settore crocieristico mondiale il 2020 sarà un anno da cancellare, con i “giganti del mare” che al momento restano malinconicamente in porto o più spesso alla fonda (al momento tra la Florida e le Bahamas si trovano, ad esempio, 31 grandi navi, dalla Disney Fantasy alla Carnival Sunrise, dalla Empress of the Seas alla Msc Meraviglia), la nautica da diporto è in attese del via libera a ripartire.

La nautica da diporto riparte in Francia

Un via libera che, tra mille cautele, è già arrivato in Francia (da parte di due delle tre prefetture sul mare cui è demandata la regolamentazione e con un tetto di 10 persone per natante ed entro 54 miglia dal porto di stazionamento), mentre in Italia per ora si è fermi alla riapertura decisa a fine aprile dei cantieri solo per le attività di conservazione, manutenzione, pulizia e sanificazione dei locali ed aree adibiti allo svolgimento di attività commerciali e produttive, mentre si attende ancora l’ok alla mobilità e le nuove regole per esercitare la nautica da diporto.

In Italia attendono il via libera 22.300 addetti

Oltre a proprietari di yacht e barche a vela, sono in attesa di conoscere il destino della ormai imminente stagione estiva oltre 22.300 addetti ai lavori coinvolti nella filiera, dagli operai dei cantieri agli ormeggiatori, fino agli equipaggi a bordo. Con la fase 2 è già arrivato, in verità, il via libera alla consegna delle barche presso i cantieri ma senza presenza dei proprietari. Resta come detto da stabilire se e quando i diportisti potranno tornare in mare.

Export vale 2,17 miliardi di dollari l’anno

A fine 2018 l’Italia era il secondo paese al mondo (dietro l’Olanda) per esportazioni di natanti da diporto, con 2,17 miliardi di dollari di fatturato e una quota di mercato mondiale dell’export pari al 13,2%. Il lockdown ha fatto crollare il fatturato (-15% solo in marzo, dopo due settimane di chiusura) e messo a rischio oltre 5mila posti di lavoro, mentre attualmente resta chiuso quasi il 57% delle aziende della filiera, mentre un 33% è aperta solo per lavori di ufficio e amministrazione e poco più del 10% è pienamente operativa. Arriverà qualche novità nell’atteso, ma tuttora non varato, “Decreto Rilancio”?

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