Il Covid-19 peserà almeno un paio d’anni sul turismo italiano

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di Luca Spoldi 16 Giugno 2020 | 12:38

Turismo, la crisi è solo all’inizio

Il turismo, settore che contribuisce per il 13% al Prodotto interno lordo italiano, esce a pezzi dalla vicenda Covid-19, ma come spesso accade anche in questo caso l’Italia si dimostra differente da regione a regione. Anche se da ieri la mobilità tra regioni è ripartita (e dal primo luglio torneranno gradualmente a riaprirsi anche le frontiere verso l’estero), per tornare ai livelli pre-crisi occorreranno alcuni anni.

Almeno 2 anni per tornare a livelli pre-crisi

Il Sole24Ore parla di un recupero non prima del 2023 e alcuni analisti trovano la previsione persino ottimistica, soprattutto nel caso in cui il coronavirus persistesse o se vaccini realmente efficaci non fossero pronti per l’inizio del prossimo anno come al momento ci si augura. Per quest’anno, in ogni caso, non si dovrebbero sperare i 29 milioni di arrivi di turisti stranieri nel “bel paese”, considerando anche l’inizio anno quando la pandemia di coronavirus non era ancora scoppiata.

Veneto e Lombardia saranno le regioni più colpite

Tra le regioni più colpite vi sono ovviamente quelle a maggiore intensità di contagi, come il Veneto (si prevedono 4,6 milioni di arrivi in meno), la Lombardia (3,9 milioni in meno), la Toscana (3,3 milioni in meno), il Lazio (2,9 milioni in meno) e l’Emilia Romagna (2,5 milioni in meno). Nessuna regione italiana guadagnerà rispetto all’anno passato in termini di arrivi, ma alcune regioni risparmiate dal virus potrebbero limitare i danni.

Le “piccole” e il Sud limiteranno i danni, si spera

In questo senso incrociano le dita il Molise (28 mila presenze attese in meno), la Basilicata (178 mila arrivi in meno), la Valle d’Aosta (233 mila in meno), l’Abruzzo (333 mila in meno) e la Calabria (362 mila in meno). Regioni, soprattutto queste ultime due, dove almeno in parte i flussi turistici interni potrebbero questa estate compensare la mancanza di stranieri, viste le difficoltà e l’incremento di costi registrato in altre regioni costiere del Nord e Centro Italia.

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