State Street: gestione politica dell’emergenza Covid-19

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di Luca Spoldi 25 Giugno 2020 | 11:52

State Street: gestione politica dell’emergenza Covid-19

Secondo Amlan Roy, responsabile di Global Macro Research di State Street Global Advisors, mentre i fattori socioeconomici e demografici stanno sicuramente “influenzando il tasso di mortalità e la curva dei contagi da Covid-19 negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in altre economie sviluppate”, si può notare che questi fattori sono molto diversi nei mercati emergenti e, più nello specifico, nei centri finanziari e nei mercati del lavoro di questi paesi.

Per i mercati emergenti servono risposte ad hoc

Di conseguenza, le risposte in tema di politica fiscale e monetaria legate alla crisi da Covid-19 messe in atto nei paesi emergenti “devono differenziarsi e tenere in considerazione una serie di fattori, come il Pil pro-capite, le disuguaglianze, i tassi di povertà, la densità della popolazione, l’accesso alle cure mediche” e così via. “Tutti fattori “che influenzeranno la redditività e la solvibilità delle banche e delle piccole e medie imprese”.

Usa e Brasile minimizznao, ma i numeri crescono

Nel frattempo, la pandemia di Covid-19 ha ormai quasi raggiunto i 9,5 milioni di contagiati di cui circa 2,4 milioni negli Usa e 1,2 milioni in Brasile, due paesi i cui governi continuano a cercare di minimizzare la portata dell’emergenza e le sue conseguenze economiche e sociali. Negli Usa i morti sono ormai 122 mila, in Brasile sfiorano i 54 mila. Tra i paesi più esposti alla crisi sanitaria si notano anche Russia (oltre 600 mila contagiati), India (quasi mezzo milione) e Regno Unito (oltre 308 mila casi, con oltre 43 mila decessi).

In rapporto alla popolazione Europa peggio di tutti

Guardando poi al numero di casi in rapporto alla popolazione, il Belgio, con 838 casi per milione, resta di gran lunga il paese più colpito, seguito da Regno Unito (632 casi per milione), Italia (573 casi per milione), Svezia (511 casi per milione) e Francia (455 casi per milione). Solo sesti gli Usa (366 casi per milione), seguiti da Olanda (355 casi per milione) e Irlanda 348 casi per milione) i cui valori restano più elevati di quelli del Brasile (248 casi per milione).

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