Coronavirus, in mezzo mondo tornano i lockdown

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di Luca Spoldi 14 Luglio 2020 | 10:07

Usa, nuovo record di contagi da Covid-19

Nuovo record di contagi giornalieri da coronavirus negli States, con quasi 60 mila positivi in 24 ore, e il coronavirus torna a fare capolino sulla prime pagine dei giornali di tutto il mondo, mentre sale il rischio di una seconda ondata di lockdown per cercare di tamponare una pandemia per la quale continuano a non esistere cure specifiche ma solo misure preventive di buon senso (mascherine e distanziamento sociale).

Oltre 13,1 milioni di contagiati nel mondo

In tutto il mondo i contagi totali sono aumentati di un milione negli ultimi 5 giorni e ora hanno superato i 13,1 milioni, di cui circa 3,365 milioni solo negli Stati Uniti che con oltre 135.600 morti guida ampiamente anche la classifica dei decessi causati dal Covid-19. Una classifica in cui l’Italia (dove i contagiati sono tuttora poco più di 243 mila, ormai superati dai numeri di una dozzina di altri paesi) resta quinta con poco meno di 35 mila decessi, dietro a Messico (35.500), Gran Bretagna (quasi 45 mila), Brasile (oltre 72.800) e appunto Stati Uniti.

Tornano i lockdown, anche in California

Così sono già tornate a imporre la chiusura di tutte le attività non essenziali la California, lo stato di Victoria (in particolare la sua capitale Melbourne), in Australia, Tangeri, in Marocco, e Navotas, una delle 16 municipalità di cui è formata la capitale delle Filippine, Manila. In Giappone sono in quarantena le due basi americane di Futenma e Camp Hansen a Okinawa, mentre misure di distanziamento sociale sono state nuovamente introdotte a Hong Kong, e lo Sri Lanka è tornato a chiudere le scuole dopo solo una settimana di riapertura (mentre resta chiuso l’aeroporto internazionale e sono stati sospesi i rimpatri) e in Sudafrica è stato ripristinato il coprifuoco.

Ungheria chiude frontiere ai paesi “rossi”

L’Ungheria dal 14 luglio torna a chiudere le frontiere a tutti i paesi “rossi” (ossia tutti quelli africani, sudamericani e asiatici, ad eccezione di Cina e Giappone), reintroducendo stretti controlli per quelli europei ritenuti ad alto rischio come Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Kosovo, Bielorussia, Montenegro e Ucraina. Chi rientra, inoltre, dai paesi “gialli” (Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia, Serbia, Russia, Cina e Giappone) deve sottoporsi a una quarantena di due settimane a meno di non poter dimostrare di essere negativo al virus entro 5 giorni. Stesse restrizioni anche per quattro stati della Ue: Bulgaria, Portogallo, Svezia e Romania.

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