Atradius: settore alimentare resta punto di forza dell’economia italiana

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di Luca Spoldi 25 Gennaio 2019 | 18:10

2018 positivo per il settore alimentare

Grazie ai buoni risultati raggiunti nel 2018 e ad una previsione di crescita di oltre il 2% nel 2019, il comparto alimentare continua a fare la parte da leone dell’industria italiana con un fatturato superiore ai 137 miliardi di euro nel 2017 (pari all’8% del Pil italiano) e 385.000 addetti impegnati in oltre 6.800 imprese. E’ un quadro nel complesso positivo quello che emerge per il “belpaese” dal più recente Market Monitor Alimentare che Atradius ha dedicato all’andamento del settore alimentare nel mondo.

Atradius: buone performance prodotti italiani all’estero

A confermare il trend positivo del settore, la buona performance dei prodotti agroalimentari italiani sui mercati esteri, con una crescita delle esportazioni del 3,1% nel primo semestre del 2018, mentre resta più modesto l’aumento dei consumi sul mercato interno (+0,9%). Atradius, tra i principali gruppi mondiali nell’assicurazione del credito commerciale, fideiussioni e recupero crediti, segnala poi resti in crescita la produzione, con un +3,2% nel 2017 seguita da un +1,9% nel primo semestre del 2018.

Restano alcune criticità anche in Italia

Come in altri paesi, anche in l’Italia, nonostante il quadro complessivamente positivo, restano alcune criticità dovute in particolare alla frammentazione e alla forte concorrenza nel segmento del retail alimentare, caratterizzato da imprese di piccole dimensioni, e a situazioni di forte indebitamento delle aziende di produzione e trasformazione alimentare. Infine, un numero significativo di dati finanziari non in linea con i livelli medi del settore, rappresenta un campanello d’allarme per la presenza di frodi alimentari nel settore.

Difficoltà possono mettere aziende sotto pressione

Nonostante in generale il settore continui a registrare una performance soddisfacente, commenta Massimo Mancini, country manager Atradius per l’Italia, “le difficoltà che caratterizzano i contesti economici dei principali mercati d’esportazione del nostro paese e le nuove sfide che si presentano per gli operatori del settore, dai cambiamenti delle abitudini di consumo al ricorso sempre maggiore alla tecnologia per l’approvvigionamento su scala globale, possono mettere sotto pressione le aziende alimentari”.

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