Eurozona, contesto politico più favorevole nei prossimi anni

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di Finanza Operativa 2 Maggio 2017 | 18:00

di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas

Come dimostrato dal rally del mercato azionario europeo, il risultato del primo turno delle elezioni francesi ha avuto un impatto favorevole sul sentiment degli investitori. Attualmente Emmanuel Macron è il favorito per la carica di prossimo presidente francese. La principale incertezza è rappresentata dal margine con il quale conquisterà la vittoria. Infatti, il fatto che Marine Le Pen abbia il 40% delle intenzioni di voto è già un grandissimo risultato per l’estrema destra. Ma va considerato che l’affluenza potrebbe raggiungere un minimo storico nel secondo turno del prossimo weekend (il minimo fu toccato nel 1969 con un’affluenza del 69%) e perciò il gap tra Macron e Le Pen potrebbe essere inferiore alle stime.

Innanzitutto, molti hanno votato per Macron in modo automatico. Per esempio il 25% degli elettori che ha votato per Macron ha dichiarato di averlo fatto per prevenire che un altro candidato diventasse presidente e solo il 40% di tali votanti pensa che Macron sia un buon candidato (vs 60% per Le Pen, Fillon e Mélanchon). Insomma Macron dovrebbe avere il minor tasso di popolarità mai avuto da un presidente eletto finora.

Secondo, vi é una tripla fattura all’interno della nazione. Macron è il più popolare tra le famiglie che guadagnano più di 3000 euro al mese mentre Le Pen è di gran lunga la più popolare tra le famiglie che guadagnano meno di 1250 euro il mese. Macron è il candidato delle grandi città e dell’occidente del paese, mentre Le Pen è forte nelle zone rurali e specialmente nell’est della Francia (guardare la mappa in basso). Infine, un gran numero di elettori é scontento del risultato del primo turno. Queste divisioni economiche, geografiche e politiche sono condivise da molte nazioni sviluppate e dovrebbero essere visibili nel secondo turno.

Nel lungo termine, il programma di Macron è pro-business ma il candidato avrà difficoltà nel colmare, nei prossimi 5 anni, la frattura tra le persone che beneficiano della globalizzazione e dell’Europa e il resto della popolazione. Per tal motivo, l’incertezza politica probabilmente aumenterà in futuro. Fortunatamente, nel medio termine il premio per il rischio politico continuerà a diminuire in Europa.

Per quanto riguarda gli altri appuntamenti elettorali in Europa, é improbabile che le elezioni tedesche abbiamo un impatto molto negativo. Le prossime elezioni sensibili potrebbero essere quelle italiane, probabilmente nel Q1 del prossimo anno. Anche se sarà molto difficile che le riforme proseguano, il rischio che il Movimento 5 Stelle venga eletto è molto basso. Infatti, il Movimento 5 Stelle è circa al 23% nei sondaggi, un livello ben al di sotto della soglia del 40% che garantirebbe una maggioranza assoluta nelle prossime elezioni italiane. Dato che il Movimento 5 Stelle non può fare alleanze con altri partiti, il risultato più probabile è una coalizione guidata da Renzi. L’abilità di Renzi nel far passare nuove riforme è attualmente più debole. Il ritmo delle riforme passate è stato giudicato troppo veloce da molti italiani. Alla luce di cio’, al momento è difficile promuovere un’agenda riformista aggressiva. Inoltre il PD gode attualmente di meno consensi.

In conclusione, il contesto politico dovrebbe essere piu’ favorevole nell’Eurozona nei prossimi 2 anni. Anche se il rialzo dell’inflazione core dell’Eurozona riflette parzialmente gli acquisti relativi alla Pasqua, il dato è passato dallo 0,7% all’1,2% ad aprile, il livello più alto da giugno 2013. Tuttavia, la BCE non darà troppo peso a questi dati poiché necessità di maggiore prove che confermino una ripresa dell’inflazione prima di modificare la propria forward guidance. Il QE sarà diminuito nel 2018 e non si assisterà ad un aumento del tasso di deposito prima di allora. Infine la crescita economica dovrebbe essere robusta nell’Eurozona nel Q2. Alla luce di tali fattori, l’Europa sembra essere piuttosto interessante in un momento in cui Trump non ha fatto molto nei primi 100 giorni del suo mandato e la crescita della Cina ha probabilmente raggiunto il suo apice.

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