In sovrappeso sul mercato azionario globale

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di Finanza Operativa 3 Maggio 2017 | 14:00

A cura del Chief Investment Office Wm di Ubs
L’agenda politica europea è al centro delle attenzioni (e preoccupazioni) dei mercati. Il 7  maggio si terrà il ballottaggio per le elezioni presidenziali francesi, l’appuntamento elettorale più importante dell’anno; l’8 giugno il Regno Unito terrà le elezioni politiche per ambire a una maggior stabilità nelle trattative sulla Brexit. Il mercato guarda con crescente attenzione alla complessa situazione politica italiana: presentiamo le nostre considerazioni in merito nella sezione «Rialzi dei tassi e referendum minacciano il debito pubblico?».
I buoni dati economici, l’inflazione in miglioramento e, le solide trimestrali pubblicate dalle aziende quotate ci inducono a mantenere un sovrappeso sul mercato azionario globale, in linea con le indicazioni dei nostri modelli quantitativi. Manteniamo un sovrappeso sugli Stati Uniti per via della forte accelerazione economica, mentre siamo più selettivi sui mercati emergenti, dove complessivamente abbiamo una posizione neutrale, e sull’Europa in considerazione delle possibili turbolenze politiche.
Confermiamo il forte sottopeso sui titoli di Stato con rating elevato ed in particolare quelli europei, le cui valutazioni ancora non riflettono la ripresa dell’inflazione. Per quanto riguarda gli emittenti corporate, abbiamo un sovrappeso sull’high yield statunitense, che presenta buoni rendimenti, mentre abbiamo un sottopeso sull’high yield europeo, che invece offre rendimenti risicati. Per quanto riguarda le valute, manteniamo un sottopeso sul dollaro, che consideriamo sopravvalutato, mentre abbiamo chiuso il sovrappeso su un paniere di valute dei mercati emergenti.
Asset allocation. Negli ultimi tempi i rischi geopolitici si sono acuiti, facendo aumentare la volatilità dei mercati. Tuttavia, i fondamentali economici si mantengono solidi e corroborano la nostra moderata propensione al rischio. Preferiamo le azioni globali e americane ai titoli di Stato con rating elevato, poiché l’accelerazione degli utili aziendali sostiene un ulteriore rialzo delle quotazioni. Date le buone condizioni di salute dell’economia americana, la Fed dovrebbe continuare sulla strada di una graduale stretta monetaria e ci aspettiamo che alzi i tassi altre due volte entro fne anno. I rischi associati alle elezioni francesi potrebbero determinare un ribasso temporaneo dei mercati, ma resta molto improbabile che la Francia possa uscire dalla UE.
Deteniamo un sottopeso tattico nelle obbligazioni high yield in euro, che giudichiamo sopravvalutate, rispetto alle azioni globali e ai titoli di Stato con rating elevato statunitensi. Il sottopeso nell’high yield in EUR contribuisce a mitigare eventuali perdite, ad esempio se dovessero materializzarsi i rischi ai quali è esposta l’eurozona. Un sottopeso di 2 a 1 dell’high yield in euro rispettivamente contro le azioni globali e i titoli di Stato americani con rating elevato limita l’incremento dei rischi per i portafogli.
Azioni. Manteniamo in sovrappeso le azioni globali e statunitensi rispetto ai titoli di Stato con rating elevato. Gli utili aziendali sono in crescita nella maggior parte delle regioni, sorretti dal rafforzamento della domanda al consumo, dall’aumento degli investimenti aziendali e dal  rialzo dei prezzi delle materie prime. Poiché le valutazioni azionarie globali in termini di P/E sono leggermente superiori alle medie di lungo periodo, i prezzi mostrano ancora un certo
potenziale di rialzo grazie alla crescita degli utili societari. Il sovrappeso nell’azionario statunitense esprime la nostra convinzione che l’economia americana sia la locomotiva della ripresa in corso. Il sovrappeso nell’azionario globale dovrebbe complessivamente benefciare dell’attesa sovraperformance degli strumenti più rischiosi (in termini di esposizione al beta di mercato). Sovrappesiamo anche le azioni globali (e i titoli di Stato con rating elevato statunitensi) rispetto all’high yield dell’eurozona.

Obbligazioni. Con uno spread vicino ai minimi del dopo-crisi e un rendimento inferiore al 4%, le obbligazioni high yield in euro non offrono una ricompensa adeguata per i rischi potenziali. Le azioni globali presentano valutazioni più convenienti. Inoltre, sovrappesiamo l’high yield americano in virtù degli elevati rendimenti (di oltre il 6%) e del miglioramento dei fondamentali. Negli ultimi tempi i tassi sui Treasury a lungo termine sono scesi verso quota 2,2% a causa dei crescenti rischi geopolitici e quindi presentano un potenziale di carry ridotto. Poiché ci aspettiamo che i rendimenti tornino a risalire leggermente nei prossimi sei mesi, prendiamo proftto sulla posizione di sovrappeso tattico nei Treasury a 10 anni rispetto alla liquidità.
Valute. Nei prossimi sei mesi l’euro dovrebbe apprezzarsi rispetto al dollaro statunitense, in virtù della sua attuale sottovalutazione e del potenziale di recupero della crescita economica e  della politica monetaria dell’eurozona rispetto agli Stati Uniti. Le elezioni in Francia rappresentano un fattore di rischio a breve termine, ma i fondamentali economici, le valutazioni e il posizionamento degli investitori dovrebbero spingere al rialzo la moneta unica nei prossimi sei mesi. Sovrappesiamo anche la corona svedese rispetto al dollaro canadese, poiché ci aspettiamo che la banca centrale svedese assuma un orientamento più restrittivo alla luce della forza dell’economia interna e dell’aumento dei prezzi delle case.

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