Fomc, tassi invariati ma possibile manovra a giugno

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 4 Maggio 2017 | 09:15

Di L. Ferridge, responsabile multi-asset strategy di State Street Global Markets e A. Lesné, responsabile Emea Etf strategy di Spdr Etfs

Come ampiamente previsto, il FOMC ha mantenuto invariati i tassi d’interesse degli Stati Uniti nel corso della riunione di maggio, ma ha lasciato la porta aperta per una mossa nel mese di giugno. Prima della riunione, il mercato aveva previsto un 60% di probabilità di un rialzo a giugno, cosa che quasi sicuramente rimarrà invariata a seguito di questo annuncio. La chiave di volta per le prossime settimane saranno i dati economici degli Stati Uniti, ma il FOMC dovrà anche osservare attentamente Washington e i negoziati che riguardano i piani relativi alla riduzione delle tasse da parte della nuova amministrazione. Qualora i dati rimanessero inviariati (o meglio ancora migliorassero), e le possibilità di un accordo sulla riduzione fiscale a fine estate restassero intatte, allora il mercato dovrebbe probabilmente incorporare nelle valutazioni una mossa a giugno. Un rialzo a giugno sarebbe il secondo dei tre che la Fed ha annunciato di voler probabilmente effettuare nel 2017.

In linea con le aspettative del mercato sulla riunione del FOMC, la Federal Reserve questa volta non ha effettuato un rialzo dei Fed Funds. I commenti dei membri del comitato e i dati economici saranno fondamentali per fissare il secondo rialzo del 2017, atteso nel corso della prossima riunione a metà giugno. Tuttavia la prossima mossa della FED potrebbe avvenire nel bel mezzo della pesante situazione politica europea e dopo i negoziati sul piano di riduzione delle tasse previsto dagli Stati Uniti. Potrebbe quindi essere ancora troppo presto per prevedere un rialzo. Infine, con le valutazioni elevate dei titoli statunitensi sotto osservazione da parte degli investitori, qualunque potenziale ribasso potrebbe influenzare anche l’azione della FED. Nel frattempo vediamo che gli investitori assecondano la politica monetaria restrittiva e favoriscono le esposizioni che potenzialmente beneficiano di un rialzo, come le obbligazioni a tasso variabile (floating rate note). Anche le obbligazioni convertibili hanno mostrato un buon livello di performance in questi periodi di politica restrittiva.

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