Titoli da cassettista

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di Finanza Operativa 8 Maggio 2017 | 12:30

A cura di Francesco Lavecchia, Morningstar
Sul mercato i rapporti Prezzo/Fair value sono mediamente alti. Ma, dicono gli analisti di Morningstar, è ancora possibile trovare titoli in grado di mettere insieme Moat e capacità di creare valore.
Sconti nell’healthcare. Sanofi e Roche Holding godono di una forte posizione di vantaggio nel comparto healthcare e sono scambiate a un tasso di sconto rispettivamente pari al 25% e al 15%.
Il Moat di Sanofi è frutto di elevate economie di scala, di una forte rete di distribuzione e di un portafoglio di brevetti che le garantisce mark-up generosi sui prezzi di vendita. Il gruppo francese è ben posizionato nel segmento dei farmaci per la cura di malattie rare, una nicchia di mercato nella quale riesce a esercitare un forte potere contrattuale nei confronti dei clienti e che, dunque, rende margini di profitto molto alti. Inoltre, grazie all’ampia offerta di vaccini, cure per il diabete e prodotti da banco, Sanofi è in prima linea per beneficiare della crescente domanda di farmaci da parte dei paesi emergenti.
Le previsioni degli analisti per i prossimi cinque anni indicano una crescita media del fatturato del 3%, spinta dall’effetto combinato dell’aumento dei prezzi medi dei farmaci, del favorevole andamento dei tassi di cambio e dell’aumento della domanda nel segmento vaccini e prodotti di consumo. Questo garantirà un’espansione dei margini di profitto e permetterà al management di poter dare continuità alla politica di dividendo e di riacquisto di azioni proprie che ha regalato agli azionisti un dividend yield del 3,41% (calcolato sugli ultimi 12 mesi). Sulla base di queste ipotesi il fair value del titolo è stato alzato da 97 a 101 euro (report aggiornato al 28 marzo 2017).
Roche Holding è diventata leader nell’industria delle biotecnologie e della diagnosi grazie all’acquisizione di Genentech. Questa operazione le ha permesso di realizzare importanti sinergie nel campo della ricerca e di essere pioniera nella produzione di cure mediche personalizzate, cosa che mette l’azienda elvetica al riparo dalla concorrenza dei farmaci generici e le garantisce margini di profitto superiori alla media. “I dati del primo trimestre rafforzano le nostre aspettative per i prossimi cinque anni, nei quali ci aspettiamo una crescita media del fatturato e degli utili rispettivamente del 6% e dell’8%”, dice Karen Andersen analista equity di Morningstar. “Tali previsioni sono più alte rispetto a quelle del mercato e alle guidance del management, che crediamo abbia un approccio molto prudente nel comunicare le aspettative circa le vendite legate ai medicinali del segmento oncologica. Inoltre, le attese per un sensibile taglio delle aliquote fiscali negli Usa ci hanno indotto ad alzare il fair value da 339 a 349 franchi svizzeri”.
Consumi di qualità. Nel comparto beni di consumo ciclici, le cui valutazioni di mercato viaggiano in linea con il fair value (rapporto Prezzo/Fair value pari a uno al 28 aprile 2017), Hanesbrands (HBI) e L Brand sono tra i titoli scambiati ai tassi di sconto più elevati. HBI può contare su un portafoglio marchi di assoluto valore che gli permette di ricavare mark-up elevati. Inoltre, grazie al controllo della catena dei fornitori e a elevate economie di scala riesce a mantenere margini di profitto superiori alla media. Per queste ragioni gli analisti di Morningstar riconoscono all’azienda una posizione di vantaggio competitivo all’interno del settore retail (Economic moat).
“I dati del primo trimestre hanno registrato una crescita del fatturato del 13% (anno su anno) e ci lasciano fiduciosi sulla possibilità che l’azienda raggiunga i suoi obiettivi per il 2017 in termini di vendite e rafforzano le nostre convinzioni circa le buone prospettive future del gruppo”, dice R.J. Hottovy, analista di Morningstar. “A nostro avviso il mercato non ha compreso le potenzialità nel miglioramento dei margini di profitto e sconta il titolo del 35% rispetto al fair value che è pari a 34 dollari (report pubblicato in data 12 aprile 2017). Negli ultimi tre anni l’Ebit è salito dal 9,7% al 15% e crediamo che questa espansione sia destinata a continuare anche in futuro per effetto di nuove acquisizioni, delle crescenti sinergie tra i vari brand del gruppo e della nuova strategia che mira a spostare l’offerta verso i prodotti a maggior valore aggiunto ”.
L Brands ha il vantaggio di operare in un business meno competitivo rispetto all’abbigliamento, come quello dell’intimo per donne e dei prodotti di bellezza. Inoltre, grazie alla forza dei marchi come Victoria’s Secret (nell’intimo) e Bath and Body Woks (nei prodotti per la bellezza del corpo) il gruppo americano riesce a ricavare margini di profitto superiori alla media del settore (Economic moat).
“Nonostante i negativi dati relativi agli ordinativi dell’ultima collezione il nostro giudizio sulle prospettive future dell’azienda resta positivo”, dice Bridget Weishaar, analista di Morningstar. “Le maggiori economie di scala riusciranno ad attenuare l’impatto negativo sui margini di profitto prodotto dall’apertura di nuovi negozi, mentre l’espansione sui mercati internazionali dovrebbe garantire una crescita dei ricavi a un tasso medio del 4,2%. Sulla base di queste ipotesi la nostra stima del fair value è pari a 67 dollari (report pubblicato in data 6 aprile 2017).

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