Il rimbalzo del Vix è una “wake-up call”

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di Finanza Operativa 25 Maggio 2017 | 17:00

A cura di Marc Craquelin, Direttore della Gestione di Financière de l’Echiquier

Settimana di stasi dopo i timori politici negli Stati Uniti e in Brasile. E dire che la settimana scorsa era iniziata in modalità risk-on. Martedì 16 maggio, sulla scorta delle prospettive francesi ed europee, gli investitori si precipitavano per prestare alla Francia a 30 anni. A fronte di 31 miliardi richiesti ne sono infine stati aggiudicati 7, al 2%. Dimostrazione di grande entusiasmo! Forte è stata anche la richiesta di sottoscrizioni per gli emittenti più difficili: 2,4 miliardi richiesti per l’obbligazione Rallye a 5 anni, di cui 350 milioni allocati al 4,37%. Chi mai ci avrebbe pensato solo un anno fa, quando la casa madre di Casino si rifinanziava a stento. Abbiamo passato la mano e stiamo aspettando momenti di minor entusiasmo sui mercati per i nostri acquisti obbligazionari.
Mercoledì gli investitori si rimettevano a correre ma, questa volta, in modalità “si salvi chi può”: da tanto tempo ormai non si assisteva a un ribasso del 2% in un solo giorno. Il VIX, pericolosamente assopito attorno a 10, riprendeva 5 punti in una sola seduta.
Ad accrescere la dose di stress nascente, l’indomani poi scoppiava la questione tangenti a minacciare il presidente brasiliano Michel Temer. Mentre il Brasile sembrava incamminarsi sulla via delle riforme nasce una crisi politica … Ne consegue una forte pressione sul real (che perde il 4% nel corso della settimana) e in minor misura su tutti gli asset emergenti.
Allontaniamoci però dal continente americano e dai suoi sussulti politici per sottolineare il miglioramento duraturo della situazione in Giappone. Da un anno ormai si parla meno di Abenomics, anche se ha finalmente prodotto effetti tangibili …. Il Giappone ha appena inanellato il quinto trimestre di crescita e sembra avviato su un ritmo di crescita annuo vicino al 2%.
L’attualità politica rimarrà decisiva nei prossimi giorni: se l’impeachment diventasse più probabile, i mercati rimarrebbero comunque sotto pressione, anche se tutto sommato il vice-presidente sarebbe maggiormente apprezzato dagli investitori rispetto all’imprevedibile Donald Trump.
Al di là tuttavia di questo elemento scatenante il violento rimbalzo del VIX, la scorsa settimana, è una “wake-up call”. I mercati sono cari, questo bull market americano è il secondo più lungo ormai della storia e gli indici hanno talvolta bisogno di consolidare.

 

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