Foster (VanEck): “All’orizzonte un nuovo rally dei titoli auriferi”

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di Finanza Operativa 29 Maggio 2017 | 16:00

Di Joe Foster,  Gold Strategist di VanEck

  • Nei prossimi mesi di quest’anno il prezzo dell’oro dovrebbe oscillare intorno ai 1.250 dollari per oncia
  • Insicurezza e rischi potenzialmente in crescita potrebbero far salire sensibilmente il prezzo dell’oro
  • Azioni di società minerarie offrono opportunità di rendimenti superiori a prezzi interessanti

Il prezzo attuale dell’oro costituisce la base di un futuro rialzo, determinando buone opportunità di acquisto soprattutto di azioni aurifere. Siamo convinti che il prezzo dell’oro nel corso dell’anno oscillerà intorno al valore di 1.250 dollari per oncia. Ci sono rischi potenzialmente elevati, il che potrebbe far salire, anche di molto, il prezzo dell’oro, anche perché non è affatto da escludere, che le prospettive geopolitiche o finanziarie possano peggiorare rapidamente. Più probabile una forte corsa all’oro ed alle azioni aurifere a partire dal 2018: l’espansione che ha fatto seguito alla crisi si sta costantemente indebolendo e, di conseguenza, la domanda di azioni e obbligazioni potrebbe indebolirsi.

Il comparto dei titoli auriferi presenta prezzi storicamente vantaggiosi

A favore dei titoli auriferi c’è non solo la possibilità che, in un prossimo rally, sovra-performino rispetto al prezzo dell’oro, ma anche la loro valutazione presente, alquanto interessante. Le azioni delle società minerarie a grande e media capitalizzazione oggi vengono trattate nettamente al di sotto del livello medio. Se dal 2006 il rapporto prezzo/cash flow era in media di 11, al momento questo è sceso ad 8. Quindi agli investitori che vogliono posizionarsi, si presentano adesso buone opportunità.

Sovrapprezzi relativi all’interno del settore possono essere giustificati

Analizzano regolarmente le valutazioni relative all’interno del settore aurifero. Tuttavia nel caso delle azioni aurifere di società con maggiore potenziale di crescita, e profilo di rischio inferiore rispetto alla concorrenza, multipli di valutazione più elevati possono essere del tutto giustificati. Un esempio è Agnico Eagle Mines, che da anni eguaglia o addirittura supera le aspettative degli analisti. Contiamo su di una crescita di oltre il 25% nei prossimi anni. Al confronto molte grandi imprese avrebbero invece difficoltà a mantenere la produzione ai livelli attuali.

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