I gestori americani vanno sul sicuro

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di Finanza Operativa 30 Maggio 2017 | 18:30

A cura di Morningstar

I fund manager americani si affidano ai soliti noti. I primi passi falsi dell’amministrazione Trump hanno affievolito l’ottimismo con il quale i mercati hanno accolto il nuovo inquilino della Casa Bianca e l’attività dei gestori nel primo trimestre dell’anno fa intendere come l’approccio all’investimento sia orientato a una maggiore prudenza.

Nella lista dei titoli “high-conviction” (quelli il cui peso in portafoglio è aumentato in maniera significativa rispetto ai tre mesi precedenti) e in quella dei “new money purchases” (azioni che per la prima volta entrano in portafoglio) prevalgono i titoli con Economic moat elevato. Dunque società con una solida posizione di vantaggio all’interno del settore e con rendimenti del capitale meno sensibili ai mutevoli umori della politica interna.
Microsoft scala le gerarchie del cloud
Microsoft, ad esempio, è presente in 17 dei 26 portafogli presi in esame e ben sei gestori hanno aumentato la propria esposizione al titolo nell’ultimo trimestre in seguito agli ottimi risultati riportati nel secondo quarter. I numeri relativi agli utili e al fatturato del gruppo hanno superato le attese degli analisti grazie alla forte crescita in tutti i segmenti di attività (PC, server, cloud), ma nonostante la buona performance da inizio anno il titolo resta scambiato a sconto del 10% rispetto al fair value che è pari a 77 dollari (report aggiornato all’11 maggio 2017).

“L’azienda statunitense è leader indiscussa nel cloud e grazie all’ampia offerta di servizi per la clientela business è riuscita a guadagnare un forte potere contrattuale nei confronti delle società che si servono delle sue soluzioni”, dice Rodney Nelson analista azionario di Morningstar. “Microsoft ha le idee chiare su come arricchire la sua piafforma Azure. Questo contribuirà a rafforzare il suo posizionamento all’interno di questo segmento e spingerà la crescita del fatturato a un tasso medio del 7,5% nei prossimi cinque anni”.

Il mercato sconta Gilead Sciences
Gilead Sciences è stato uno dei preferiti degli Ultimate Stock-Pickers tra i titoli dell’healthcare. Le azioni della società biotech hanno avuto un inizio d’anno negativo, cedendo in Borsa quasi il 20% della capitalizzazione, ma sia i gestori che gli analisti sono dell’idea che il mercato sottovaluti il forte posizionamento del gruppo all’interno del settore. “L’azienda ha un portafoglio prodotti molto ampio, specie per il trattamento dell’HIV e dell’Epatite C e questo le garantisce flussi di cassa generosi e costanti nel tempo (Economic moat) ”, dice Karen Andersen di Morningstar.

“Gilead soffrirà ancora nei prossimi due anni per la scadenza di alcuni suoi brevetti, anche se l’impatto sui margini di profitto sarà contenuto, e stimiamo un fair value del titolo pari a 84 dollari (report aggiornato al tre maggio 2017)”.

La strategia di Bristol-Myers convince
Due comparti, intanto, hanno iniziato a investire su Bristol-Myers Squibb Company, società farmaceutica americana. “Il gruppo ha un portafoglio prodotti molto ampio e quelli in fase di approvazione, concentrati nel segmento dell’immunologia e oncologia, promettono di garantire ampi margini di profitto anche in futuro”, dice Debbie S. Wang.

“La strategia di operare anche attraverso partnership con altre aziende del settore, come ad esempio Pfizer, ha portato inoltre i suoi frutti, permettendogli di aumentare il grado di diversificazione del portafoglio e razionalizzare i costi”. Negli ultimi 12 mesi il titolo ha perso oltre il 20% e ora è scontato del 15% rispetto al fair value che è pari a 64 dollari (report aggiornato al quattro maggio 2017).

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