I MegaWinner del mercato italiano: c’è ancora spazio di rialzo?

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di Finanza Operativa 15 Giugno 2017 | 14:00

A cura di Guglielmo Manetti, Vice Direttore Generale di Intermonte Advisory e Gestione
Da inizio anno il mercato italiano è in crescita di quasi il 10%, grazie a migliori fondamentali macro (stime PIL riviste al rialzo dopo un 1° trimestre migliore delle attese), rischio politico tutto sommato sotto controllo (soprattutto ora che le elezioni dovrebbero essere state rinviate al 2018) e buon andamento dei fondamentali delle aziende (stime di utili del mercato riviste al rialzo).
Dopo questa buona performance ci siamo concentrati sui cosiddetti “MegaWinner”, ovvero su quei titoli a alta capitalizzazione, facenti parte dell’indice FTSE MIB, che stanno battendo l’indice di almeno 10 punti percentuali da inizio anno. Dato che il mercato tende a polarizzarsi sui vincitori, abbiamo analizzato questo panel di titoli sotto vari aspetti per misurare quale è il livello delle attese su questi titoli super-preferiti  del mercato.
And the winners are… Sono 12 le società del FTSE MIB che stanno battendo il mercato di almeno 10 punti percentuali da inizio anno. Appartengono a settori diversi, e già questa è una indicazione interessante in quanto denota non la solita, forte polarizzazione settoriale tipica del mercato italiano che è stato guidato più dal top down, e quindi dal posizionamento settoriale in questi ultimi anni, rispetto al bottom up, ovvero dalle specificità delle aziende.
Abbiamo quindi analizzato questo panel sotto diversi aspetti:

  • Analisi della contribuzione alla performance dell’indice
  • Andamento della volatilità e del beta dei titoli
  • Andamento delle stime di utili
  • Posizionamento del consensus degli analisti e degli investitori

Analisi della contribuzione alla performance dell’indice. I 12 megawinner del 2017 hanno aggiunto circa 55 mld alla capitalizzazione dell’indice FTSE Italy All Shares da inizio anno, contribuendo per un 30% circa alla performance positiva finora registrata. Da notare che dal calcolo abbiamo escluso Unicredit e Banco-BPM, che con 2 importanti aumenti di capitale per 15.4 mld di euro totali a inizio anno hanno avuto una crescita della capitalizzazione di mercato non omogenea. Di questi megawinner, Ferrari, STM, CNHI, Moncler e Recordati sono stati quelli che hanno contribuito di più alla performance dell’indice.
Analisi dell’andamento della volatilità . Dopo aver visto in che misura è stata la contribuzione dei megawinner alla performance finora ottenuta, abbiamo analizzato anche in che modo si sia comportata la volatilità di questi titoli da inizio anno a oggi.
Anche in questo caso abbiamo verificato che è crollata la volatilità sia in valore assoluto, sia, soprattutto, se  misurata rispetto ai 2 titoli tradizionalmente meno volatili del mercato italiano, ovvero le 2 utilities regolate Snam e Terna. In questo caso, il differenziale di volatilità è sceso di un 4%/5% in media. Risultati più discordanti invece derivano dall’analisi del beta, che per alcuni titoli è crollato mentre per altri è salito.
Analisi dell’andamento delle stime di utili. Proseguiamo la nostra analisi integrando l’approccio puramente statistico con quello fondamentale. Per fare questo abbiamo analizzato quella che dovrebbe essere la tradizionale correlazione tra andamento degli utili e performance dei titoli. Per fare questo abbiamo preso le stime di consensus da Factset sugli utili per azione (EPS) ad inizio anno e oggi ed abbiamo confrontato questo trend con la performance dei titoli. La teoria vorrebbe che l’andamento dei prezzo dovrebbe seguire le aspettative di utili. Questa analisi mostra delle significative ed interessanti discrepanze:

  • Notiamo come tutti i megawinner hanno beneficiato di rialzi stime da inizio anno
  • Alcuni di questi però hanno avuto un molto significativo re-rating da parte del mercato (UBI, Ferrari, Fineco, Campari e Recordati i principali) mentre altri hanno beneficiato solo marginalmente del rialzo stime da parte del consensus (come STM, CNH e A2A). Tenderemmo a dare scarsa rilevanza a questa analisi per Exor, per la quale essendo prevalentemente una holding di asset quotati la rilevanza delle stime di utile è meno rilevante ai fini della performance del titolo.

Analisi del posizionamento del consensus. Concludiamo con una analisi del posizionamento su questi titoli usando 2 misurazioni:

  • Analisi del posizionamento del sell-side, ovvero delle raccomandazioni degli analisti sui titoli
  • Posizioni short sui titoli, se presenti, come da avvisi ufficiali Consob. Questi dati raccolgono però solo lo short dichiarato per posizioni superiori allo 0.5%, e quindi non raccoglie le posizioni che si collocano al di sotto di questa soglia.
  • Il consensus degli analisti sell-side ha una percentuale di raccomandazioni BUY non superiore al 50%, con le sole Fineco e Moncler che raccolgono un ampio consensus positivo. Da qui non evidenziamo un livello di eccessivo rilassamento da parte degli analisti sui megawinner.
  • L’analisi dello short interest ufficiale di Consob evidenzia che il (poco) short al momento si posiziona esclusivamente sui tre titoli finanziari del panel mentre non c’è nessuna posizione dichiarata sopra lo 0.5% sugli altri titoli. Da questa analisi, viceversa, evidenziamo che al momento gli investitori non stanno prendendo scommesse particolarmente forti sul calo di questi titoli.

Conclusioni di investimento: ci sono un po’ di indizi che fan pensare che la migliore performance dei megawinner sia alle nostre spalle…  L’andamento positivo del mercato italiano è stata trainato da un gruppo ristretto di 12 società che hanno contribuito per quasi il 30% alla performance da inizio anno e che abbiamo definito i megawinner del 2017.
Dopo una così forte performance, è lecito chiedersi quanto spazio ci può essere per un ulteriore, forte sovraperformance dello stesso gruppo di titoli. Abbiamo pertanto analizzato tale panel con diversi approcci, dallo statistico al fondamentale, per cercare di dare una risposta.
L’analisi statistica evidenzia una situazione di particolare “ingolfamento”, dove rispetto ad una situazione ad inizio anno che vedeva una grande dispersione tra volatilità e beta, oggi questa dispersione è bassissima. Statisticamente vuol dire che per il panel dei megawinner sarà sempre più difficile genare beta, e quindi battere l’indice, con gli attuali ridotti livelli di volatilità.
Da un punto di vista fondamentale invece, l’andamento è molto meno univoco, con tutti i megawinner che hanno beneficiato di rialzi stime da inizio anno ma 5 su 12 hanno avuto un de-rating (ovvero la performance dei titoli è stata inferiore al rialzo delle stime di utili da parte del consensus).
Il posizionamento degli investitori infine mostra da una parte che a parte un paio di casi isolati il consensus degli analisti sell-side non è univocamente bullish sui megawinner, mentre le posizioni ufficiali short (che però raccolgono solo quote di capitale superiore allo 0.5%) evidenziano un parziale posizionamento pessimista solo sui 3 titoli finanziari del panel.

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