Alla ricerca della cedola crescente

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di Finanza Operativa 21 Giugno 2017 | 10:30

A cura di Morningstar

Una cedola generosa fa sempre comodo, specie se l’inflazione minaccia di intaccare il dividend yield delle stock in portafoglio. Dal punto di vista dell’investitore, un dividendo crescente è fondamentale per mantenere intatto il valore del proprio portafoglio azionario per questo motivo le società le cui cedole crescono a un tasso superiore a quello dell’inflazione risultano essere più attraenti in ottica di reddito fisso. Sia negli Stati Uniti che in Europa ci sono titoli che, negli ultimi anni, hanno registrato una crescita del dividendo e che continuano ad essere scambiati a prezzi convenienti sul mercato.

Best idea negli Usa
Dal 2009 Polaris Industries ha sempre staccato dividendo a favore dei suoi azionisti (aumentando la cedola ogni anno) e al momento garantisce un dividend yield del 2,6%. L’azienda è leader nell’industria dei veicoli fuoristrada e grazie alla forza dei suoi marchi e al primato tecnologico dei suoi prodotti riesce a realizzare margini di profitto superiori alla media e flussi di cassa elevati e in maniera costante nel tempo, tali da permetterle il finanziamento del debito e di una politica di dividendo generosa e molto disciplinata.

“La concorrenza all’interno del settore si sta facendo più pressante e un calo dei consumo potrebbe frenare la crescita del fatturato, tuttavia le nostre attese per i prossimi cinque anni sono per un progresso dei ricavi del 6%. La stima del fair value è di 108 dollari (report aggiornato al 26 aprile 2017), circa il 20% più alta rispetto alle attuali quotazioni di mercato”, dice Jaime M. Katz analista azionaria di Morningstar.

L Brands, gruppo statunitense attivo nell’industria dell’abbigliamento retail attraverso i marchi Victoria’s Sectret, Bath & Body Works, Pink e altri, ha un payout del 67% e negli ultimi otto anni ha sempre aumentato l’ammontare della cedola a favore dei propri azionisti. Anche nel caso di L Brands, il Moat è frutto dell’elevato valore dei suoi marchi che le permettono di ricavare mark-up generosi sui prezzi di vendita. La forte redditività le garantisce ampi flussi di cassa che reinveste in dividendi e nel riacquisto di azioni proprie. Da inizio anno il titolo ha perso circa il 20% e ora è scambiato a un tasso di sconto di oltre il 30% rispetto al fair value che è pari a 67 dollari per azione (report aggiornato al 18 maggio 2017).

Qualcomm è leader nel mercato dei microprocessori per i dispositivi di telefonia mobile. Grazie alla sua forte posizione di vantaggio all’interno del settore, l’azienda riesce a generare flussi di cassa molto elevati (ricava una royality che va dal 3% al 5% del prezzo dell’apparecchio telefonico) che le permettono di finanziare una cedola molto generosa, oltre che nuove acquisizioni. Il payout del gruppo è del 63% e anche nel suo caso l’ammontare del dividendo è salito costantemente dal 2009 a oggi dando agli azionisti uno yield del 3,8%. Da inizio anno il titolo ha perso il 13% e ora è scambiato a un tasso di sconto di oltre il 15% rispetto al fair value che è pari a 68 dollari (report aggiornato al nove giugno 2017).

Le cedole del Vecchio continente
In Europa i dividendi arrivano dal segmento Large Value. La britannica Royal Dutch Shell garantisce uno yield del 6,86% e distribuisce ogni anno oltre il 50% dei suoi utili con una cedola che, dal 2015, è cresciuta costantemente. I conti del gruppo hanno beneficiato della risalita del prezzo del greggio e dunque della crescita dei volumi di produzione, ma il titolo ha ceduto, da gennaio, il 9% circa. Gli analisti prevedono per i prossimi cinque anni un ulteriore miglioramento dei risultati per effetto della ripresa dell’attività estrattiva e stimano un progresso medio dei ricavi del 7,4% e un fair value pari a 24,50 sterline (report aggiornato al quattro maggio 2017).

Generosa è anche la politica di dividendo di Aegon, compagnia assicurativa olandese che garantisce uno yield del 5,8% e che dal 2012 ad oggi ha pagato agli azionisti una cedola ogni anno più alta. Il gruppo non è riuscito a costruirsi una posizione di vantaggio all’interno del comparto a causa della forte concorrenza all’interno del settore assicurativo. Tuttavia, la liquidità prodotta gli permette di finanziare il debito e una disciplinata politica di dividendo. Da inizio anno il titolo ha perso circa il 15% della sua capitalizzazione di mercato portando il tasso di sconto rispetto al fair value al 30% (report aggiornato al 22 maggio 2017).

Leggermente inferiore è lo yield offerto da Daimler, gruppo tedesco dell’automotive. Il rendimento fisso del titolo è pari a 4,98% per effetto di una cedola di oltre tre euro (negli ultimi 12 mesi fino a fine maggio 2017). “La forte concorrenza all’interno del settore e l’annoso problema dell’eccessiva capacità produttiva impediscono all’azienda di realizzare margini di profitto superiori alla media, ma ci aspettiamo che la ripresa del mercato dell’auto in Europa spinga ulteriormente la crescita dei flussi di cassa favorendo un ulteriore aumento della dividendo”, dice Richard Hilgert analista azionario di Morningstar. “Nei prossimi cinque anni prevediamo un progresso medio del giro d’affari del 2% e stimiamo un fair value pari a 83 euro (report aggiornato al primo giugno), che vale al titolo un Morningstar rating di quattro stelle”.

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