Hedge, i fondi incontrano la terza età

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di Marco Mairate 10 Febbraio 2009 | 10:20
La ricerca di opportunità di investimento non conosce tregua per i gestori hedge, ed ora che i profittevoli asset tossici si sono trasformati in strumenti di morte, i gestori alternativi trovano ‘altri modi’ per generare performance.

Si chiamano life settlements e sono nient’altro che il mercato secondario delle polizze vita.

Tra gli addetti ai lavori però le obbligazione costruite con questi prodotti (impacchettati sono un unico strumento) sono meglio conosciuti come death bonds, letteralmente obbligazioni della morte.

Sono una asset class relativamente giovane (soprattutto in Europa) che prevede l’acquisto di polizze vita che gli stessi sottoscrittori preferiscono vendere quando ancora sono in grado di farlo, ottenendo così soldi liquidi.
 
Un mercato interessante se si considera che il sottoscrittore cede la polizza ad un soggetto (una banca, una società di investimento specializzata) con un forte sconto sul valore nominale.

Il soggetto acquirente impacchetta la polizza insieme ad altre polizze e poi le rivende sul mercato come se fosse una normale obbligazione. Una volta che si verifica ‘l’evento” si incassa il premio della polizza e il gioco è fatto.

Ora il business sembra interessare anche ai fondi hedge, che si preparano a vendere questi particolari tipi di bond in modo da trovare nuove fonti di credito ora che i rubinetti delle banche sono chiusi e il mercato del credito congelato.

Capita così che un fondo hedge newyorchese (Davidson) abbia organizzato un’asta insieme ad un’altra società, DK Life Settlements Acquisition LTD, che prevede l’emissione di un partecipation notes del valore di 1 miliardo di dollari.

I dettagli dell’offerta  non sono stati resi pubblici ma la scadenza dell’obbligazione è fissata il primo dicembre 2058. Un termine molto lungo che potrebbe tradire la natura del sottostante, appunto i death bonds.

Insomma un mercato interessante e a prova di bomba ma che lascia inquietanti quesiti: cosa genera veramente il rendimento di un’obbligazione. La cedola del nostro bond a vent’anni potrebbe infatti nient’altro che essere una scommessa sul fatto che il vicino di casa (sottoscrittore di una polizza vita e rumoroso più che mai) passi a miglior vita prima della scadenza del bond. Amen

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