Tre regole per gestire il portafoglio con il rialzo dei tassi

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di Finanza Operativa 12 Luglio 2017 | 18:30

A cura di Mark Brett, gestore del portafoglio obbligazionario di Capital Group
Secondo le nostre previsioni, nel 2017 la Fed procederà con un altro rialzo dei tassi e inizierà a ridimensionare il proprio bilancio verso la fine dell’anno. Non crediamo, tuttavia, che queste azioni debbano mettere in agitazione gli investitori obbligazionari. Crediamo che questa strategia di rialzo graduale dei tassi si manterrà invariata in futuro, in parte perché la Fed è anche interessata a inasprire la politica monetaria riducendo progressivamente le attività del proprio stato patrimoniale, acquistate per immettere liquidità nei mercati durante la crisi finanziaria del 2008-2009 e per stimolare l’economia statunitense fino al 2014.
Dopo un nuovo aumento in autunno, non prevediamo altri rialzi dei tassi fino al prossimo anno perché la Fed inizierà piuttosto a liberarsi degli asset nell’ambito del piano di riduzione del suo imponente bilancio da USD 4.500 miliardi. Dalla crisi finanziaria a oggi, le dimensioni dello stato patrimoniale della Fed si sono quintuplicate perché la banca centrale ha acquistato complessivamente USD 3.500 miliardi di Treasury USA e titoli garantiti da ipoteca (MBS) nel tentativo di stimolare l’economia statunitense tenendo bassi i tassi di interesse.
I tassi di interesse sono ai minimi storici e la Fed sta aumentando i tassi a breve termine, perciò alcuni investitori temono che i rendimenti dei fondi obbligazionari possano risentire dell’incremento dei rendimenti più di quanto sia avvenuto nei cicli passati. Anche se la matematica delle obbligazioni ci dice che i prezzi delle obbligazioni calano quando i rendimenti aumentano, la cedola ottenuta può contribuire a compensare i decrementi causati dall’aumento dei rendimenti.
Anche la capacità di reinvestire a rendimenti più elevati contribuisce a compensare il calo dei prezzi causato dall’aumento dei tassi. La questione non è soltanto quanto aumentano i tassi di interesse, ma anche quanto aumentano rispetto alla curva forward e se aumentano i rendimenti, perché i rendimenti più a lungo termine potrebbero reagire o meno a un rialzo dei tassi a breve termine. Per tutte queste ragioni, i rendimenti dei fondi obbligazionari dimostrano spesso una buona tenuta di fronte ai rialzi dei tassi della Fed.
Come si traducono queste previsioni in principi di costruzione del portafoglio?

  • Non temere la duration: La Fed controlla soltanto i tassi a breve termine e i rendimenti a lungo termine resteranno probabilmente ancorati, perciò a nostro avviso gli investitori non dovrebbero temere nessuna duration. Non esortiamo gli investitori ad assumere duration eccessive, sotto forma di obbligazioni trentennali, ma pensiamo che una duration intermedia possa essere interessante e ragionevole in un portafoglio bilanciato. Perché il rischio di tasso di interesse possa arrivare a costituire un motivo di preoccupazione, è necessario che si verifichi un cambiamento radicale della situazione attuale della politica monetaria o dell’economia in generale, ad esempio la crescita improvvisa dell’economia globale a un ritmo più sostenuto rispetto alle attese o un brusco aumento dell’inflazione. Nessuno dei due casi ci sembra plausibile.
  • Restare ben bilanciati: Perché i tempi di normalizzazione dei tassi e delle dimensioni del bilancio della Fed sono così lunghi? Date le modeste previsioni di crescita attuali e il livello significativo di incertezza che permane a livello globale, la Fed teme che un inasprimento aggressivo possa ostacolare la ripresa economica. Pertanto, a nostro avviso, gli investitori dovrebbero mantenere un portafoglio bilanciato composto sia da azioni che da titoli obbligazionari, in particolare con una scarsa correlazione con le azioni.
  • Non lasciarsi tentare da esposizioni creditizie eccessive: Negli ultimi trimestri, il credito ha segnato un’impennata con il prosperare del mercato azionario. Le obbligazioni investment grade e high yield hanno avuto entrambe solidi rendimenti, spingendo alcuni investitori verso fondi con esposizioni creditizie considerevoli. Tuttavia, quando il trend del mercato azionario si invertirà, calerà anche il valore di molti di questi fondi. Ciò potrebbe cogliere di sorpresa gli investitori che si aspettano da questi fondi obbligazionari un effetto di diversificazione contro il ribasso dei mercati azionari.

Infine, crediamo che il bilanciamento continui a essere una buona strategia contro l’incertezza del futuro. E in questo ciclo di lenti rialzi dei tassi, crediamo che le misure della Fed non dovrebbero scoraggiare gli  Investitori dalla costruzione di un portafoglio con una base durevole di fondi obbligazionari che si comportano come tali.

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