Il prezzo giusto dell'oro? 2.000 dollari l'oncia!

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di Marco Mairate 10 Febbraio 2009 | 13:30
Oggi alle 17.00 verrà presentato il famoso piano salva finanza di Barack Obama. Tutti si augurano che questo ennesimo tentativo di stabilizzare il mercato del credito (e soprattutto quello finanziario) vada a buon fine ma incertezze e anomalie continuano a sollevare dubbi sul futuro dell’economia mondiale.

Un’interessante correlazione che si è venuta a creare negli ultimi tempi: è quella che lega il biglietto verde con il prezzo spot dell’oro.

Tutti sanno che il debito federale americano ha raggiunto livelli mai visti finora e che il debito pubblico ha ormai superato i 6 trilioni di dollari.

Ciononostante il valore del dollaro rispetto le principali valute, soprattutto l’euro, non sembra risentirne particolarmente anzi!

Ma è un’altra correlazione a destare interesse; quella con il metallo prezioso per eccellenza, l’oro.

Il dollaro e l’oro si sono mossi in sincrono per otto giorni consecutivi e nove giorni su dieci nelle ultime settimane.

(Nel grafico a fianco la correlazione tra oro e dollaro: è evidente il picco segnato tra gennaio e febbraio 2009 con l’80% di correlazione. Fonte:themessthatgreenspanmade)

Quello che è evidente è la bassa correlazione tra la valuta e il metallo prezioso negli anni passati e la brusca impennata delle ultime settimane (molto simile a quella che si verificò nel gennaio/febbraio 2008).

Un segnale che qualcosa sta per succedere?

A gettare altra benzina sul fuoco è Marc Gugerli, Fund Manager & Advisor of Gold 2000 Ltd e del fondo Julius Baer Gold Equity Fund. Il manager, intervistato da  Oliver Disler, ha rilasciato alcune inquietanti affermazioni durante l’intervista.

Secondo Gugerli: “molte banche centrali stanno cercando di rimanere davanti alla curva riducendo i tassi di interesse e inondando il mercato con nuovi capitali.

In questo quadro, il prezzo dell’oro dovrebbe essere, aggiornato per l’inflazione, intorno ai 2.000 dollari l’oncia.”

La spiegazione è semplice. L’inflazione per l’oro è misurabile in circa 1,6% l’anno data dalle 2.000 tonnellate l’anno di produzione. L’intera produzione mondiale di oro nella storia è di circa 140.000 tonnellate. La domanda è quindi supportata dal denaro cash (oro di carta) per un 30% e in alcuni casi dal 100%. Rimane quindi solo da aspettare per vedere colmato questo squilibrio.

Per questo l’esperto consiglia di investire almeno il 10% del proprio portafoglio in oro. Più che un investimento, un’assicurazione contro scenari catastrofici che potrebbero così proteggere anche gli altri asset nei momenti peggiori.

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