Rialzo dei tassi della Bce? A metà 2018!

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di Finanza Operativa 20 Luglio 2017 | 16:45

A cura di Vincenzo Longo, market strategist di IG
Non scuote i mercati Mario Draghi nella conferenza stampa successiva all’annuncio di politica monetaria della Banca centrale europea. Nel comunicato è stato lasciato tutto invariato rispetto alla riunione di giugno, quindi tassi fermi e nessuna variazione in merito alla durata e all’ammontare del quantitative easing fino a dicembre. Sono stati lasciati invariati anche i riferimenti al QE dopo quella data. Nella conferenza stampa, il numero uno dell’Istituto di Francoforte ha continuato ad elogiare la ripresa della zona euro, precisando però che l’inflazione non è ancora dove la Bce “vorrebbe che fosse e dove dovrebbe essere”. Infine, Draghi ha precisato poi tute le decisioni sono state prese all’unanimità, così come quella di non fissare una data per variare la forward guidance.
Nel complesso, Draghi sembra aver smussato gli spigoli delle sue dichiarazioni di Sintra, giudicate troppo da falco. Il mercato in qualche modo era preparato a un simile atteggiamento e non si è lasciato ingannare dalla maschera da colomba indossata dal numero uno della Bce. Difatti anche le nostre aspettative rimangono immutate rispetto a quelle precedenti la conferenza: un annuncio di riduzione del QE da 60 a 40 miliardi al mese in autunno (settembre o al più tardi ottobre), con partenza a gennaio 2018. Per un rialzo dei tassi, occorre attendere invece almeno metà 2018.
Questo giustifica anche il recupero dell’euro verso le principali valute mondiali, con il cambio Eur/Usd che è tornato ad avvicinarsi a 1,1580. Manteniamo ferme le aspettative per una correzione di breve, prima che il cambio riparta verso gli obiettivi collocati a 1,17.
Sugli altri mercati, le borse sono tornate ai livelli della mattinata dopo un tentativo di ritracciamento, mentre i bond hanno recuperato terreno, probabilmente anche grazie ai dati Usa in chiaro scuro.
Ora tutte le attenzioni vengono rivolte alla Federal Reserve la prossima settimana. La Yellen dovrà essere più brava di Draghi nel dare un messaggio più accomodante agli investitori visto che i segnali che arrivano sia dalla sfera economica sia da quella politica stanno gettando ombre sulla sostenibilità della crescita del paese a stelle e strisce. A conferma di ciò, i Fed Funds future stanno spostando lentamente le aspettative del prossimo rialzo dei tassi già a inizio 2018 e non più entro dicembre come ha sempre sostenuto la Fed. Un atteggiamento troppo ostinato verso un rialzo dei tassi potrebbe iniziare a innervosire gli operatori.

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