Emergenti meno sensibili al rialzo dei tassi grazie alla crescita

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di Finanza Operativa 24 Luglio 2017 | 12:00

A cura di Maarten-Jan Bakkum, Senior Strategist, Emerging Markets di NN Investment Partners
Nei Mercati Emergenti, il momentum di crescita è stato positivo sin da giugno dello scorso anno. Da quel momento, i dati ciclici più rilevanti dei venti Mercati Emergenti di maggior importanza sono andati migliorando. Inizialmente, sono migliorati prevalentemente i dati relativi alle esportazioni. Gli stati esportatori di materie prime hanno tratto il maggiore beneficio dagli investimenti più elevati nei mercati cinesi dell’edilizia e delle infrastrutture.
Al termine del 2016, la ripresa del commercio globale su larga scala era il driver principale della crescita di queste aree. E, dalla primavera di quest’anno, abbiamo visto un chiaro miglioramento nella domanda domestica in quasi tutti gli Emergenti. Questo è il risultato di un potenziamento nella crescita del credito per la prima volta in sei anni, in larga misura imputabile agli afflussi di capitale in aumento. La ripresa della crescita, che non solo è più solida, ma anche più ampia grazie al contributo di esportazioni, investimenti e consumo domestico, è la ragione principale dell’appetito per il rischio più favorevole verso i Mercati Emergenti.
Ciò è evidente da quanto accaduto durante l’ultima settimana di giugno e le prime settimane di luglio, quando i rendimenti delle obbligazioni si sono innalzati in Europa e negli Stati Uniti, con un impatto marginale sui mercati obbligazionari degli Emergenti. Questo fenomeno è particolarmente significativo, considerando gli elevati afflussi di nuovo capitale verso i fondi obbligazionari degli Emergenti negli ultimi due anni e il fatto che questi prodotti siano tradizionalmente sensibili ai tassi d’interesse dei mercati sviluppati.
Basandoci sui più recenti dati ciclici della Cina e sui dati del settore creditizio negli altri Emergenti, è ragionevole supporre che il ritmo positivo della crescita in queste aree continuerà nei prossimi mesi. Questo significa che il rischio di deflussi elevati dai fondi dei Mercati Emergenti, verosimilmente, rimarrà gestibile, anche se i tassi d’interesse statunitensi ed europei continueranno ad aumentare.
Tuttavia, nell’attuale scenario di solido momentum di crescita dei Mercati Emergenti e di pressione al rialzo sui tassi d’interesse nei Mercati Sviluppati, l’azionario emergente è chiaramente più attraente dell’obbligazionario, dato che le azioni traggono maggiore beneficio da una fase di crescita accelerata e sono meno sensibili al differenziale dei tassi d’interesse fra Mercati Emergenti e Mercat Sviluppati in fase di restringimento.
Dopo anni di elevati afflussi di capitale, i rendimenti dell’obbligazionario emergente sono a un livello decisamente inferiore rispetto alla loro media storica, mentre lo sconto sulla valutazione delle azioni delle stesse aree rispetto alle azioni dei Mercati Sviluppati è vicino al livello più alto dal 2008.

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