Fondi sovrani, la crisi si sente eccome

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Avatar di Marco Mairate 13 Febbraio 2009 | 08:30
Nel 2008 dovevano rappresentare l’ultima spiaggia per l’economia. Oggi praticamente non se ne sente più parlare. Sono i fondi sovrani che a un anno dalla loro comparsa sulla scena internazionale si leccano le ferite per gli investimenti fatti nelle banche americane.

Temasek Holdings, il fondo sovrano di Singapore, ha registrato nel 2008 una flessione nel valore del suo portafoglio di miliardi di dollari, perdite legate ai miliardi di dollari investiti nelle istituzioni finanziarie americane finite sul lastrico.

Succede così che in solo 8 mesi il patrimonio del fondo, creato con riserve valutarie e vendita di materie prime, sia sceso del 31% passando da 185 a 127 miliardi di dollari di Singapore (circa 81 miliardi di dollari americani).

A dirlo è lo stesso Governo Singapore. Tra gli investimenti più infelici dello scorso anno il prestito/investimento da 4,4 miliardi di dollari in Merrill Lynch, banca dalla alterne vicissitudini e ora controllata da Bank of America, e quello in Barclays.

Ma Singapore non è certamente l’unico fondo a evidenziare performance tanto negative.

Anche il fondo del Kuwait ha registrato parecchi danni nell’ultimo anno. Secondo Walid al-Tabtabai, avvocato kuwaitiano intervistato da VOA News, il fondo del piccolo stato ricco di petrolio avrebbe perso in otto mesi quasi 30 miliardi di dollari su 300 di patrimonio.

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