Azionario asiatico ancora interessante

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di Finanza Operativa 9 Agosto 2017 | 18:30

A cura di Christopher Chu, Fund Manager Asian equities, Union Bancaire Privée
Per i mercati asiatici, manteniamo un outlook costruttivo per la seconda metà dell’anno, con il contesto economico e politico che è più favorevole verso la crescita degli utili ed è generalmente meno vulnerabile alla volatilità globale. Le politiche economiche continuano ad assestarsi intorno ad agende pro crescita, come è evidente dalle riforme sul lato dell’offerta in Cina, l’implementazione della riforma dell’imposta sul valore aggiunto in India e il miglioramento della corporate governance in Corea del Sud. Così come le banche centrali dei Mercati Sviluppati, il focus sul deleveraging e sulla riduzione del rischio sistemico saranno temi centrali nella seconda parte del 2017. I tassi d’interesse reali positivi, la stabilizzazione valutaria e i buoni livelli delle partite correnti suggeriscono ridotti oneri per controbilanciare i movimenti della Fed, ma altre misure macro-prudenziali che sostengono i cicli d’investimenti nel medio e lungo termine rimarranno.
Cina. Il nostro outlook d’investimento è ancorato intorno alla Cina per via di migliori dati dell’economia interna e della stabilizzazione del Renminbi. Questi probabilmente permetteranno alla People’s Bank of China di mantenere la liquidità interbancaria riducendo l’uso di una leva e strumenti finanziari irregolari. Pensiamo che l’inclusione delle A-share nel MSCI Emerging Market Index non sia qualcosa di significativo a livello pratico nel breve termine, ma piuttosto sia un passo decisivo dal punto di vista simbolico. L’ottimismo sta nel potenziale di medio e lungo termine, considerato il peso che la Cina potrebbe costituire nell’indice e il maggiore allineamento del paese con gli standard internazionali di accessibilità e trading. Gli elementi chiave di quest’anno includono il 19° Congresso del Partito Comunista in cui il presidente Xi sembra mantenere la leadership, il che suggerisce che molte riforme già implementate resteranno invariate.
India. L’India entra nella seconda metà dell’anno con l’implementazione del suo programma relativamente all’imposta sul valore aggiunto (Good and Service Tax – GTS), che punta a sostituire un intrico di tasse e regole locali con una struttura di tassazione uniforme. Lo slancio dell’economia probabilmente resterà contenuto per via delle incertezze legate all’implementazione di questo nuovo regime, mentre l’impatto della demonetizzazione di fine 2016 si fa ancora sentire. Il Primo Ministro Modi è riuscito a mantenere solidi livelli di gradimento, con l’opinione pubblica che riconosce i vantaggi di lungo periodo rispetto ai disagi temporanei di queste politiche. La pazienza del pubblico sarà di nuovo testata con l’implementazione del programma GTS; tuttavia, è probabile che gli eventuali malumori abbiano vita breve.
Corea del Sud e Taiwan. I mercati orientati all’esportazione di Corea del Sud e Taiwan continuano a beneficiare del forte vento a favore del commercio. Il settore tecnologico vedrà un rinnovato ciclo di lanci di nuovi prodotti, incluso l’iPhone 8, e una più ampia domanda di semiconduttori derivata dal maggior numero di memorie DRAM richieste per nuove iniziative smart, inclusa l’intelligenza artificiale e la tecnologia del riconoscimento vocale. L’azionario della Corea del Sud è stato fra i migliori performer nella regione, con gli investitori ottimisti rispetto alla capacità del neo eletto presidente Moon e alla sua amministrazione di migliorare la corporate governance e portare avanti le riforme legate alle grandi imprese dando anche un impulso alla spesa fiscale.
Un contesto caratterizzato dalla stabilità del prezzo del petrolio offre supporto all’azionario dei paesi ASEAN, alleggerendo la pressione sui deficit fiscali in un momento in cui molti di questi stanno cercando di eliminare forme di sussidio pubblico che sono retaggio del passato. La riallocazione di queste risorse pubbliche diventa più critica con i prezzi agricoli e delle commodity che spostano l’onere dei tanto necessari progetti infrastrutturali sulla spesa pubblica.
L’aumento del reddito disponibile e la flessibilità della domanda interna hanno compensato la riduzione degli investimenti privati, mentre le incertezze politiche, come la campagna elettorale per Jakarta, gli appelli alla legge marziale nel sud delle Filippine e le modifiche alla costituzione che sono attualmente in corso in Tailandia, hanno tenuto gli investimenti privati a bordocampo. Questi trend dovrebbero vedere un’inversione nella seconda metà dell’anno quando vi sarà maggiore chiarezza dal punto di vista politico complice una domanda per investimenti a lungo repressa. Singapore ha visto una crescita inattesa dei dati sul commercio e sull’export, offrendo supporto al trend di crescita negli ASEAN fra i rallentamenti di altre aree, dimostrando la varietà economica delle nazioni del Sud Est asiatico.
Guardando alla seconda metà dell’anno, l’azionario asiatico resta un asset class interessante considerate le dinamiche della crescita e le relative valutazioni. Le condizioni favorevoli forniscono fattori di supporto che contribuiscono a bilanciare la volatilità derivata dalle politiche delle banche centrali, fatto dimostrato anche dalla stabile espansione economica nel corso degli ultimi anni, quando la retorica populista e anti-libero mercato era ai massimi livelli. Le riserve di valuta estera e  i coefficienti di adeguatezza patrimoniale restano a livelli sani e offrono sufficiente liquidità, riducendo considerevolmente gli effetti delle azioni intraprese dalle banche centrali mondiali.

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