Il Brasile crea le condizioni per un settore auto innovativo e competitivo

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 11 Agosto 2017 | 15:30

Il Brasile punta sull’innovazione per rendere il settore automobilistico competitivo a livello globale con “Rota 2030” (Strada per il 2030). Il programma utilizzerà nuove tecnologie nello sviluppo e nella produzione di veicoli automobilistici per rendere l’industria brasiliana competitiva a livello mondiale.
Rota 2030 interessa un periodo di 15 anni e 3 diversi cicli di sviluppo. Il primo passo è già stato fatto con la creazione di un tavolo di lavoro congiunto, chiamato GAN 2030, (Grupo de Alto Nível – Mobilidade e Logística), che riunisce settore automotive e rappresentanti del Governo per discutere sulle principali sfide che l’industria automobilistica dovrà affrontare in futuro e che produrrà anche raccomandazioni finalizzate a rafforzare la competitività di tutta la catena del valore.  L’obiettivo del GAN 2030 è quindi quello di iniziare a costruire il documento Rota 2030, con uno sforzo congiunto dell’industria di settore e del governo verso l’avvio proficuo dei 3 cicli di sviluppo.
Secondo recenti dati di Apex-Brasil Agenzia Brasiliana per la Promozione del Commercio e degli Investimenti, il settore automobilistico brasiliano rappresenta il 22% del PIL industriale nazionale e conta oltre 1,3 milioni di posti di lavoro generati. La catena produttiva del settore è una vera e propria catena del valore e rappresenta un’opportunità per chi decide di investire nell’automotive in Brasile, non solo per la vicinanza tra fornitori e acquirenti, che genera rapporti stabili e di lunga durata.
Le società automobilistiche italiane riconoscono le buone opportunità di investimento in Brasile:  ben un decimo (il 9,5%) del settore delle componenti automobilistiche del Paese parla infatti italiano, con la presenza di  oltre 40 brand del Bel Paese che producono e vendono in Brasile.
Un chiaro esempio è il Gruppo FCA che ha scelto la città di Betim, nello Stato di Minas Gerais, per stabilire uno dei suoi due centri di design, dove lavorano ben 1.500 ingegneri. Nel 2015 ha inoltre avviato uno stabilimento produttivo per il modello Jeep e un centro di Ricerca & sviluppo a Goiana, nello Stato di Pernambuco. L’investimento di Jeep ammonta a 1.9 miliardi di euro (7 miliardi in Real Brasiliano) e ha creato un indotto di circa 8 milaposti di lavoro, con una capacità produttiva pari a 250.000 unità all’anno.
Il rapporto tra Italia e Brasile nel segmento automotive contempla, in particolare la produzione e la vendita di:

  • automobili – attraversoFiat do Brasil (Gruppo FCA)
  • motociclette – con Aprilia (Piaggio Group)
  • camion – Iveco (Gruppo FCA)
  • trattori e macchine agricole – CNH (Gruppo FCA), Landini (Gruppo Argo)
  • pneumatici – Pirelli
  • sistemi (illuminazione, powertrain, elettronica e flexfuel) – Magneti Marelli (Gruppo FCA)
  • ricambi e servizi di manutenzione – Mopar (Gruppo FCA), Adler (Gruppo Adler), Tiberina (Tiberina Solutions), Brembo (Nuova Fourb) e Sparco.

In generale, il settore automotive regista un 2017 positivo, anche in un contesto economico non semplice, sia con i lanci di nuove proposte – come la nuova Fiat Argo, vettura della principale casa automobilistica italiana Fiat Chrysler Automobiles pensata appositamente per essere venduta in Sud America – che per le vendite. Nel primo semestre del 2017, l’export del settore automobilistico brasiliano è notevolmente cresciuto,  registrando un aumento pari al + 57,7%.(Fonte:http://g1.globo.com/carros/noticia/brasil-exporta-carros-para-cerca-de-30-paises-veja-mapa.ghtml)
Le prospettive per il settore confermano il trend positivo. Anfavea, l’Associazione nazionale brasiliana produttori di automobili, a giugno 2017 ha registrato una crescita su base annua pari al 15,1% nella produzione d’auto e pari al 13,5% nella vendita.
Secondo le previsioni di Business Monitor International, basata sui dati Anfavea, il 2017 terminerà in crescita rispetto al 2016, sia nella produzione – con 2,36 milioni di unità prodotte contro i 2,16 milioni dell’anno precedente – che nelle vendite, con 2,5 milioni di unità vendute contro i 2,05 milioni del 2016. Il trend positivo dovrebbe inoltre continuare anche negli anni successivi.

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