Ma il prezzo è alto o no?

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di Finanza Operativa 17 Agosto 2017 | 16:00

A cura di Marco Caprotti, Morningstar
In Borsa sembra ormai che non si parli d’altro: le valutazioni in un “Nuovo mondo” influenzato da tassi di interesse ai minimi e da una popolazione che invecchia sempre di più sono alte o basse? Alcuni investitori giustificano i prezzi delle azioni in base al fatto che ci troviamo, appunto, in una situazione che non si era mai vista. Altri rimangono fermamente legati a metriche di valutazione tradizionali che indicano come i prezzi di mercato possano rimanere alti per lunghi periodi di tempo.
“Il dibattito, anche in questi casi, è sempre una cosa sana. Ma è importante rimanere concentrati sulle reali motivazioni che hanno portato a valutazioni alte”, spiega Dan Kemp, Chief investment officer EMEA di Morningstar Investment Management (MIM). “Ci sono letteralmente centinaia di modi per affrontare questo problema. Tuttavia, indipendentemente dall’approccio scelto, bisogna rimanere saldamente legati ai principali fattori di rendimento e ricordarsi della ciclicità dei mercati. Ciò implica un focus sulle metriche che costituiscono l’elemento fondamentale degli investimenti a lungo termine e contribuiscono a ridurre l’abitudine degli investitori ad aspettarsi che una situazione momentanea possa durare a lungo”.
Uno dei metodi più utilizzati è quello di mostrare l’andamento di tre metriche di valutazione chiave: il rapporto Price/Book, quello Price/Sale e quello Price/Earning a 10 anni. La tabella sotto indica con un punteggio del 50% i periodi in cui le valutazioni sono “normali” (rispetto agli andamenti storici), andando verso lo 0% si arriva progressivamente a valutazioni sempre più a sconto mentre, il movimento verso 100%, suggerisce che ci si sposta verso prezzi sempre più alti.
“L’idea centrale è anche quella di identificare oggettivamente i periodi di euforia e paura del mercato”, dice Kemp. “L’ottimismo eccessivo (quando si arriva al punteggio 100%) si dice che sia un segno chiaro che i rischi stanno aumentando, mentre la paura ingiustificata (punteggio vicino allo 0%) può teoricamente rappresentare una grande opportunità di acquisto”.
 
I principali metodi di misurazione come il rapporto Price/Sales, quello Price/Book Value e il Price/Earnings mostrano che le valutazioni, a livello globale, sono alte
Restare ai fondamentali
“Altri metodi classici di misurazione di valutazione mostrano che i sei maggiori mercati sviluppati sono entrati in una fase di sopravvalutazione rispetto agli emergenti”, dice Kemp. Anche questo elemento può far presagire un crollo delle Borse? “Spesso agli investitori viene la tentazione di muoversi come se si fosse entrati nella fase finale di un ciclo di mercato”, dice l’esperto di MIM. “Tuttavia noi siamo convinti che gli elementi che vanno considerati quando si parla di un investimento e del suo valore siano quelli dei cosiddetti fondamentali: redditi, profitti e dividendi. Un approccio di questo tipo alle valutazioni permette di prendere decisioni di lungo periodo e, in futuro, avrà lo stesso valore predittivo che ha avuto in passato”.

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