John Paulson: l'arte dello short selling

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di Marco Mairate 16 Febbraio 2009 | 14:00
Momento difficile per la coppia di ferro Ken Griffin & compagna, costretti a districarsi tra riscatti e performance asfittiche. Sempre sulla cresta dell’onda John Paulson, il gestore più acclamato d’America, che continua a mettere a segno colpi milionari in pochi minuti.

Niente blocco dei riscatti per Anne Dias,moglie di Ken Griffin. La manager, gestore anche’essa di un fondo hedge (Aragon Global Management), ha detto che nonostante il meno 16% registrato lo scorso anno dai suoi fondi, la società non bloccherà i riscatti.

Diversa la situazione del marito Ken (nella foto insieme alla moglie), fondatore di Citadel Investment Group, una delle più importanti società hedge d’America che ha sede a Chicago.

Griffin lo scorso anno aveva dovuto congelare i riscatti per alcuni suoi fondi a causa delle ingenti richieste arrivate dai clienti; ora, tramite una nota, Citadel informa che la distribuzione di cash inizierà anche se con modi e tempi ben precisi.

GUADAGNARE 67 MILIONI IN 25 MINUTI

Tutt’altri problemi interessano John Paulson, padre padrone di Paulson & Co. Secondo Bloomberg la società con oltre 30 miliardi di dollari in gestione, la scorsa settimana avrebbe guadagnato 67 milioni di dollari in pochi minuti .

L’operazione si riferisce al 13 febbraio scorso e ha avuto come protagonista (o meglio vittima) il titolo Lloyds. La banca inglese in quella seduta è infatti passata in pochi minuti da 95 a 45 pence per azione. La causa del crollo repentino è stata la notizia che HBOS (banca controllata da Lloyds ) ha chiuso l’anno con una maxi perdita da 10 miliardi di sterline, facendo sprofondare la banca controllante.

Un movimento talmente ampio che, se sfruttato in modo adeguato, poteva generare molti soldi.  Così è stato per Paulson.

Le azioni Lyodys sono scese del 45% in meno di 30 minuti e guarda a caso Paulson ha proprio una posizione (short) aperta sul titolo Lyodys, per un importo pari allo 0,79% del flottante.

La notizia è in realtà un semplice calcolo matematico che oggi tutti possono fare visto il livello di disclosure imposto sull’attività di short selling.

Dopo il crollo dei mercati lo scorso settembre e il conseguente blocco alle vendite al ribasso, uno dei provvedimenti presi dalla FSA (la Consob britannica) è stato proprio quello di imporre a chiunque detiene titoli short per più dello 0,25% di una società, di darne notizia. Non solo, qualsiasi cambiamento pari allo 0,1% della quota deve essere dichiarato.

Nessun problema per Paulson che non si nasconde dietro le sue investment idea: le banche devono scendere e scenderanno ancora.

Del resto nonostante gli ingenti guadagni realizzati in questi mesi, il gestore continua a rimanere ribassista sul settore bancario inglese.

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