I fondi globali distribuiti in Italia: alta l’esposizione ai mercati emergenti

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di Finanza Operativa 25 Agosto 2017 | 12:30

A cura di Morningstar

Globali sì, ma con una alta esposizione ai mercati emergenti. È quanto risulta andando a spulciare – utilizzando il Morningstar Risk Model (un sistema di analisi che permette di avere non solo l’indicazione regionale o settoriale di una strategia, ma anche di misurare l’esposizione economica dei titoli che ne fanno parte) – i portafogli dei fondi con Analyst rating presenti nelle diverse categorie Morningstar dedicate all’equity globale large cap (blend, growth e value) venduti in Italia.

Le quattro macro-aree principali che formano l’universo emerging sono: America latina (che comprende Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù), Europa emergente (Repubblica Ceca, Ungheria, Russia, Polonia e Turchia), Asia emergente (Cina, Corea) ed Emerging Middle East (Egitto, Marocco, Sudafrica e Israele). Per ogni area è stato preso in considerazione il fondo che ne possiede la percentuale maggiore.

Latam
Carmignac Portfolio Investissement F EUR Acc (Analyst Rating: Neutral) possiede la quota maggiore di Ameerica latina (8%). “Le decisioni d’investimento hanno un marcato orientamento top-down basato sull’analisi dei fondamentali macroeconomici, che permette di identificare i temi di medio periodo”, spiega un report del 15 settembre 2016 firmato da Thomas Lancereau, fund analyst di Morningstar. “Ciò genera scostamenti settoriali e geografici importanti rispetto alla media della categoria. Tra questi temi, il gestore seleziona i titoli (tra 60 e 70) in chiave opportunistica, in collaborazione con gli altri membri del team”. L’esposizione totale ai mercati emergenti secondo il Risk Model a fine luglio era del 14%.

Europa emergenti
L’Europa emerging si trova soprattutto (5%) in Schroder ISF QEP Global Active Value A1 EUR (Neutral). “Il gestore inizia prendendo in considerazione un universo di investimento più ampio possibile che include titoli non necesariamente presenti all’interno del benchmark”, spiega in un report del 19 ottobre 2016 Muna Abu-Habsa, fund analyst di Morningstar, secondo cui la strategia è utile per costituire la parte core di un portafoglio con esposizione globale. “Il gestore cerca di costruire un portafoglio che possa massimizzare l’esposizione alle azioni con la maggiore possibilità di outperformance. I rischi sono gestiti attentamente con riferimento alla direzione dei mercati, alle valute e ai settori”. L’esposizione totale ai mercati emergenti alla fine di luglio, secondo il Risk Model, era del 17%.

Asia emergente
L’Asia emerging piace soprattutto (8%) a Investec GSF Global Strategic Equity A Acc EUR (Silver). “Il fondo di solito investe in 80-100 società (anche se nel 2012 è arrivato ad averne meno di 70) senza un particolare sbilanciamento verso quelle growth o value” spiega un report del 28 settembre 2016 firmato da Peter Brunt, fund analyst di Morningstar, secondo cui il fondo è adatto a investitori che cercano un’esposizione più “avventurosa” a un gruppo di azioni a livello globale. “Le posizioni su ogni singolo stock sono limitate al 5% e l’ammontare è determinato dalla convinzione del manager riguardo alla volatilità del titolo e dalle caratteristiche di rischio e rendimento del portafoglio in generale. La selezione bottom up determina i pesi dal punto di vista geografico e settoriale”. L’esposizione totale agli emerging a fine luglio era del 16%.

Medio oriente
Per quanto riguarda il Medio oriente, la quota maggiore (3%) la si può trovare in Robeco QI Global Conservative Equities D € (Bronze). “La filosofia alla base di questo fondo è che il rischio maggiore non sempre è ricompensato con un rendimento più alto mentre titoli poco pericolosi possono dare rendimenti in linea con il mercato”, dice in un report del 21 marzo 2017 Jeffrey Schumacher, fund analyst di Morningstar, secondo cui questo è uno strumento che può diventare la parte core di un portafoglio. “Investe prevalentemente in large cap ma ha uno sbilanciamento verso le mid cap che di solito rappresentano il 30% del portafoglio”. L’esposizione totale agli emerging a fine luglio era del 12%.

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