Troppo rischioso investire in Gran Bretagna? Il caso Euratom

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di Finanza Operativa 31 Agosto 2017 | 17:30

a cura di Ethenea

“L’economia britannica versa in condizioni peggiori di quelle dell’Eurozona e la scarsa chiarezza sul processo di Brexit contribuisce a rendere impossibili da calcolare i rischi di investimento nel Paese”. È questa l’analisi di Guido Barthels e Yves Longchamp, rispettivamente Portfolio Manager e Head of Research di ETHENEA Independent Investors.

Mentre le discussioni sull’uscita del Regno Unito dall’Ue sembrano essere andate finora a vuoto, anche sul fronte pro-Brexit molti sembrano ormai aver capito di essere stati fuorviati. Basti considerare la Brexit alla luce di Euratom, la Comunità europea dell’energia atomica. Il Premier britannico, Theresa May, sembra essersi occupata soltanto superficialmente di Euratom, prima di attivare l’articolo 50 dei trattati europei, il 29 marzo 2017. Adesso si inizia lentamente a capire che mantenere attive le 15 centrali nucleari in funzione in Gran Bretagna potrebbe divenire problematico, visto che Euratom è tra l’altro responsabile della sorveglianza degli standard di sicurezza delle centrali nucleari nell’Ue. L’uscita dall’Ue costringerebbe i britannici a organizzare dal nulla nel giro di 20 mesi una propria autorità con standard e collaboratori o, appunto, a chiudere le centrali nucleari, con le corrispondenti conseguenze per l’approvvigionamento energetico. Anche i pazienti in radioterapia sarebbero costretti a cercare altre fonti per gli isotopi radioattivi dopo l’uscita da Euratom, a cui compete anche questo settore.

“Tutto questo corrobora la tesi dell’ignoranza dei britannici sul fatto che la partnership con l’Ue, avviata nel 1973, ha implicazioni molto più profonde di quanto molti possano immaginare”, spiegano Longchamp e Barthels. “Una semplice uscita effettuata senza adeguata preparazione avrebbe per la Gran Bretagna conseguenze negative inimmaginabili. Se questo è il contesto, riteniamo al momento praticamente impossibile investire in Gran Bretagna perché i rischi sono incommensurabili sotto ogni punto di vista. Un ulteriore deprezzamento della sterlina a breve termine potrebbe fornire impulsi positivi alle esportazioni britanniche, ma sul lungo termine tornerebbero a emergere i motivi della flessione della valuta. Ricorrendo a opzioni valutarie puntiamo a beneficiare di un’ulteriore flessione della sterlina”.

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