Banche e lusso sono i settori su cui punta De Palma (gestore di Gam)

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di Finanza Operativa 8 Settembre 2017 | 17:00

Di Massimo De Palma, gestore del fondo GAM Multi Asset Strategic Allocation

I buoni dati macroeconomici italiani si inquadrano in un contesto europeo che ha sorpreso in positivo nel secondo trimestre. Si rafforza la crescita, l’export non è più il solo fattore trainante, i consumi interni sono ripartiti. In Italia mancano ancora all’appello gli investimenti sia pubblici sia privati. Il governo sta cercando di dare un impulso su entrambi i fronti, sbloccando da un lato le opere cantierabili, dall’altro introducendo molteplici misure fiscali tra cui l’iper-ammortamento al 250% e il piano Industria 4.0.

Da un certo punto di vista l’indice italiano, ancora lontano dai livelli pre-crisi, riflette la situazione economica: anche i principali indicatori macroeconomici non hanno ancora recuperato i livelli di pre crisi. D’altro canto dobbiamo tenere conto della composizione dell’indice. L’elevata percentuale di titoli bancari fa sì che l’indice abbia “faticato” a recuperare rispetto agli altri mercati europei. L’Italia sta uscendo lentamente da un lungo processo di trasformazione del settore, ancora non ultimato. Il peso dei non performing loan sta progressivamente riducendosi per limitare l’impatto sui bilanci. Se guardiamo invece all’indice delle mid&small cap, per loro natura più dinamiche, sono riuscite a recuperare i livelli pre-crisi più rapidamente.

Dal punto di vista settoriale, se proseguirà il processo di ristrutturazione e trasformazione del settore bancario, in parallelo ad una progressiva normalizzazione della politica dei tassi d’interesse da parte della BCE potremo avere buone prospettive di recupero da parte delle aziende del settore. Così come quelle del lusso dovrebbero beneficiare di una crescita economica mondiale sincrona. Il turismo internazionale, quello cinese in particolare, è ripartito e questo dovrebbe generare incrementi nei fatturati.

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