Private banking in frenata nel 2016

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di Finanza Operativa 14 Settembre 2017 | 17:30

a cura di McKinsey

Stiamo assistendo a una brusca frenata del settore del private banking rispetto al passato: infatti, la crescita media annua attesa è intorno al 6%, in calo rispetto all’8% registrato tra il 2008 al 2015.Lo dice l’ultimo report annuale European Private Banking Survey rilasciato da McKinsey, che racchiude i risultati relativi all’andamento del settore Private Banking attraverso una ricerca fatta a livello globale su 190 banche private nei principali mercati mondiali.

Questo rallentamento è tanto più evidente in Europa occidentale, dove le previsioni di crescita si riducono al 4%. Questo nonostante le previsioni indichino che in nove anni (dal 2016 al 2025) le ricchezze degli individui che detengono asset finanziari superiori al milione di euro (High Net Worth Households – HNWI) aumenteranno quasi del doppio (da 59 mila miliardi a 101 mila miliardi di euro),

Tra le altre evidenze indicate dal report, nel 2016, il settore Private Banking dell’Europa occidentale ha offerto performance deludenti in termini sia di crescita del patrimonio gestito (assets under management – AuM) sia di redditività. Durante l’anno, l’insieme dei profitti aggregati ricavati dalla gestione degli asset di clienti ad alto valore netto è diminuito per la prima volta dal 2009 – in calo del 10% rispetto al 2015 – a seguito di una crescita limitata dell’AuM, pari a solo il 3% e di una riduzione del profitto (in diminuzione di 3 punti base (basis points – bps) rispetto al 2015, per un calo complessivo del 13%). Le azioni di gestione dei costi delle banche non hanno compensato la significativa riduzione del margine di profitto: a causa del basso tasso di interesse e dell’attività di intermediazione ridotta, la marginalità dei ricavi è scesa di 4 bps rispetto al 2015, il più grande calo dal 2008.

Questi risultati sono un forte allarme per le banche private dell’Europa occidentale. I modelli di business richiedono cambiamenti significativi per fronteggiare una serie di trend di mercato sfavorevoli, come: l’incertezza macroeconomica e la volatilità del mercato, le norme che aumentano i requisiti di trasparenza, le richieste dei clienti per ottenere maggiore valore aggiunto dai loro intermediari finanziari, l’accelerazione dell’impatto di prodotti e servizi digitali.

L’impatto combinato di questi trend è ancora incerto, ma data la loro velocità, dimensione e pressione sui ricavi, le banche private dell’Europa occidentale dovranno essere preparate e andare oltre il semplice miglioramento della marginalità. Le banche private di maggior successo dell’area hanno intrapreso una serie di azioni per generare livelli di profitto più elevati e sostenibili:

  • Una proposta di valore e un modello di delivery chiari per ogni segmento di clientela
  • Offerta omnichannel per i clienti ibridi e iniziative digitali su mercati selezionati per alcune aziende
  • Trasformazione delle pratiche di prima linea per difendere e ampliare la base di ricavo
  • Riprogettazione da zero di strutture di costo e modelli di funzionamento
  • Miglioramento della salute organizzativa attraverso una rigorosa misurazione delle performance

In controtendenza rispetto alla situazione dell’Europa occidentale, alcune regioni saranno testimoni di un’espansione più ampia degli asset: l’Asia prevede una crescita del 10% annuo, mentre America Latina ed Europa centrale, una crescita del 9%.

 

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