I titoli bancari beneficeranno del rialzo dei tassi

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di Finanza Operativa 19 Settembre 2017 | 14:30

A cura di Gilles Guibout, Responsabile Investimenti Equity Europa di AXA Investment Managers
Nel mese di agosto, sui mercati finanziari c’è stato, in generale, un calo dell’appetito per il rischio, l’oro ha aumentato il suo valore, e i tassi a lungo sono calati in un contesto di tensioni politiche con la Corea del Nord. Ma l’elemento più significativo è stato l’apprezzamento dell’euro sulle altre valute.
La forza della crescita dell’eurozona e le difficoltà incontrate dal Presidente Donald Trump nell’implementare le annunciate riforme hanno portato incertezza circa il ritmo al quale le banche centrali di Europa e Stati Uniti possono effettivamente cambiare le loro politiche monetarie di sostegno all’economia.
L’indice DJ Eurostoxx dividends reinvested ha perso lo 0,40%, soprattutto sotto il peso dei titoli finanziari penalizzati dal declino nei tassi a lungo termine.
Mercato italiano movimentato da Fiat. Il FTSE Italia All Share è salito dello 0,79% principalmente grazie al settore delle utilities che ha beneficiato di alti rendimenti, ma anche di un’impennata nel titolo Fiat dopo rumour di un possibile interesse da parte di un gruppo auto cinese per Fiat Chrysler Automobiles o comunque per alcuni marchi del gruppo FCA.
In questo scenario, il nostro fondo ha perso lo 0,92% per la parte EUR A share. Il leggero calo è dovuto a un declino dei titoli bancari, penalizzati dal ribasso dei tassi a lungo, e allo stesso tempo al fatto di non avere beneficiato del rialzo delle utility. Infatti, il fondo non è esposto a Enel e mantiene una bassa esposizione a Fiat. Abbiamo quindi beneficiato dell’effetto Fiat, ma non come il mercato, rispetto al quale abbiamo guadagnato 20 punti base in meno. Inoltre, non abbiamo risentito dell’effetto positivo del rialzo delle utilitiy Preferiamo non aumentare l’esposizione al titolo Fiat, che già abbiamo in portafoglio, sul quale riteniamo che ci siano ancora dei punti di domanda tali da non consentirci di avere un peso del 3-3,5%.
La nostra view non cambia perché i tassi saliranno. Dobbiamo forse riconoscere che la riduzione dei programmi di politica monetaria da parte delle banche centrali avverrà con un po’ di ritardo, ma questo non toglie la necessità del rialzo dei tassi, visto l’andamento positivo dell’economia mondiale. Non riteniamo pertanto opportuno dover rivedere il nostro scenario economico e la nostra allocation perché i titoli bancari beneficeranno, a un certo punto, del rialzo dei tassi. È solo una questione di tempo. Inoltre, l’attuale ribasso non significa, al momento, un ritorno dello scenario deflazionistico.
Outlook. Nelle prossime settimane le dichiarazioni del presidente della BCE, Mario Draghi, saranno seguite con grande attenzione per capire quale sarà la probabile evoluzione dell’euro.
Se il cambio euro/dollaro resta al livello attuale, è probabile che provochi revisioni al ribasso delle stime di utili e che possa compromettere una ulteriore crescita sui mercati azionari. Ancora una volta, la nostra preferenza va alle società che sono in grado di offrire un reale potenziale di crescita del loro giro d’affari e dei margini, sola garanzia della capacità di generare risultati e dividendi nel lungo periodo.

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