Diversificazione fattore chiave, ma gli italiani sono diversificati quanto credono?

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di Finanza Operativa 21 Settembre 2017 | 16:30

Natixis Global Asset Management ha pubblicato la terza edizione del Barometro dei Portafogli Italiani che offre analisi sui portafogli italiani modello con un profilo di rischio moderato e sulle decisioni di investimento prese tra il 2016 e il 2017.
 Il Barometro è stato elaborato dal Portfolio Research and Consulting Group (PRCG) di Natixis Global Asset Management che ha analizzato 53 portafogli modello “moderati” forniti da consulenti finanziari italiani e private banker tra il 1° luglio 2016 e il 30 giugno 2017.
L’analisi evidenzia come i portafogli moderati abbiano continuato a performare bene nel corso del 2017 e come siano in linea con le aspettative dei professionisti. I trend di lungo termine restano invariati, con gli investitori che si stanno però spostando dai più tradizionali bond governativi verso altri strumenti obbligazionari e strategie alternative. Di conseguenza, i BTP che erano uno strumento comune all’interno dei portafogli, sono pressoché scomparsi. In generale, il sentiment verso i bond tradizionali e le azioni sembra essere negativo, tuttavia non vi sono necessariamente evidenze di questo nelle scelte di asset allocation, con oltre il 60% del rischio di portafoglio derivante direttamente o indirettamente dall’azionario.
 “Riscontriamo una dicotomia tra il sentiment dei risparmiatori e il loro posizionamento di portafoglio – afferma Alessandro Marolda, Senior Consultant, PRCG -. Nonostante gli investitori siano consapevoli di eventi passati quali la Brexit, l’elezioni di Trump e il referendum in Italia, la maggioranza continua ad avere un’ampia esposizione sull’equity sia direttamente che attraverso fondi multi asset. Mentre questo funziona bene in uno scenario di tassi di interesse bassi, la nostra preoccupazione è rivolta a cosa accadrebbe se i tassi di interesse dovessero aumentare e il mercato dovesse indebolirsi. Per questo motivo riteniamo la diversificazione sia un elemento chiave”.
 Il Barometro evidenzia i vantaggi di un portafoglio ben diversificato. Dall’analisi emerge che i portafogli moderati italiani siano ben diversificati con un beneficio di diversificazione medio pari al 27%. I portafogli con il livello più elevato di diversificazione presentano i migliori rendimenti adeguati al rischio (risk adjusted returns) e la minore perdita massima, nonché un elevato posizionamento sui fondi alternativi e una bassa allocation ai fondi multi asset. Questo trend non è visibile solo in Italia ma anche in altre regioni europee come Regno Unito e Francia.
“E’ interessante vedere come una maggiore diversificazione possa portare a risultati di portafoglio migliori. Tuttavia, è importante non guardare alla diversificazione solo in termini di correlazioni, ma considerarla a un livello più olistico – conclude Marolda -. Riteniamo che gli investitori dovrebbero guardare alla diversificazione in termini geografici, settoriali, stile, asset class e strategie e evitare concentrazioni in aree specifiche”.
 

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