Alleanza e Generali 'finalmente' unite

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Avatar di Marco Mairate 24 Febbraio 2009 | 08:53
Trieste compra la società con sede in Via Sturzo a Milano. Il prezzo del riacquisto è stato fissato in un rapporto di 3 titoli Alleanza per ogni titolo Generali. La Borsa respinge l’offerta che a parere di molti offre un premio assai limitato agli investitori.

E’ da tempi non sospetti che la fusione Generali – Alleanza si doveva fare e non appena il mercato subodorava una possibilità di acquisto da parte di Generali i titoli Alleanza schizzavano verso l’alto. Si è andato avanti così per anni, senza però che la fusione arrivasse mai (10,5 euro era il prezzo sbandierato dagli analisti per un possibile riacquisto delle minorities da parte di Generali).

Oggi il gruppo Alleanza perde il 5% in apertura di mercato. Questo l’ultimo saluto alla Borsa di un gruppo che è sempre rimsto in sordina nel panorama assicurativo italiano, un po’ per via delle scelte manageriali non sempre azzeccate un po’ per la presenaza ingrombrante di Generali.

(Qui sotto l’andamento di Alleanza negli ultimi cinque anni. Nemmeno in piena bolla speculativa i titoli Allenaza sono riusciti a segnare grandi performance, rimanendo ancorate per anni alla soglia dei 10 euro. Fonte:Yahoo Finanza Italia)

L’OPERAZIONE E IL NODO DEL RAMO VITA

I crismi tecnici dell’operazione prevedono l’emissione di nuove azione, con un rapporto di 3 titoli Alleanza per ogni titolo Generali.  Il concambio, spiega una nota della società, riflette un premio del 6% e del 13% rispetto al rapporto di cambio medio degli ultimi 3 e 6 mesi. Certo peccato che gli ultimi 3 o 6 mesi siano stati i peggiori delle storia della Borsa e della finanza, se aggiungiamo che Alleanza nemmeno ai tempi buoni ha mai brillato per eccessiva vivacità è evidente che Generali è stata brava a sapere attendere e comprare in un momento tanto depresso, che per un’operazione del genere significa risparmio di soldi.

Il piano inoltre prevede il conferimento delle attività assicurative di Alleanza e Toro in una nuova società operativa nei rami vita e danni e quindi la fusione per incorporazione di Alleanza e Toro in Generali. L’unico nodo da scigoliere riguarda Intesa Vita, la joint venture nel bancassurance tra Generali  e Intesa Sanpaolo, su cui Trieste non ha ancora preso una decisione sull’eventuale scioglimento della partnership, che scade a fine anno, o su un suo eventuale rinnovo. “Intesa Vita è una questione aperta. Per prendere una decisione i tempi coincidono con la approvazione del bilancio (assemblea di aprile)”, ha detto Giovanni Perissinotto.

L’operazione – prosegue la nota emessa da Generali – non prevede il diritto di recesso per gli azionisti di Alleanza e dovrebbe permettere al gruppo Generali di ottenere sinergie lorde per 200 milioni di euro: 100 milioni di ricavi, 60 di costo e 40 di benefici fiscali netti. Generali controlla al momento il 50,4% di Alleanza.

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