America Latina: il tallone d’Achille sono le infrastrutture

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di Finanza Operativa 22 Settembre 2017 | 12:00

Il contesto di fragilità degli ultimi anni mette in evidenza i problemi di competitività della
regione. Quali sono i punti di debolezza delle infrastrutture in Argentina, Brasile, Cile,
Colombia, Ecuador, Messico e Peru?

La crescita delle economie dell’America Latina è correlata al circolo virtuoso delle materie
prime, di durata decennale, sino al 2014. Tuttavia in questo periodo di buoni risultati non si è
saputo approfittare dello sviluppo delle infrastrutture.

A metà 2014, l’abbassamento dei prezzi mondiali ha avuto forti ripercussioni nella regione e
ha mostrato la sua fragilità. Il conseguente deprezzamento della valuta non è stato sufficiente
a stimolare la competitività del manifatturiero ed è stato trainato da un deterioramento del
bilancio commerciale.

Le sfide che la regione deve affrontare sono esacerbate da una combinazione di fattori
sfavorevoli alle imprese: la legislazione del lavoro, una pesante tassazione, il livello di
educazione, una burocrazia complessa e infrastrutture inadeguate. Secondo la Commissione
Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPALC), la regione dovrà investire il 6,2% del
suo PIL annuale in infrastrutture nel periodo tra il 2012 e il 2020, ma al momento alcune grandi
economie della regione non hanno investito più del 3% del loro PIL.

Le infrastrutture portuarie e altre infrastrutture dei trasporti inadeguate compromettono
la competitività. L’indice mondiale della competitività (the Global Competitiveness Index) analizza vari aspetti delle infrastrutture e mette in evidenza le seguenti sfide:
1) sono decisamente carenti le infrastrutture legate ai trasporti in Argentina, Brasile, in
Colombia e in Perù.
2) la qualità della rete stradale è il punto debole dei paesi di questa regione.
3) la scarsa qualità delle infrastrutture portuarie costituisce un problema in particolare in
Brasile.In effetti, trasportare un prodotto all’estero potrebbe essere più economico che
trasportarlo all’interno del paese.

Infrastrutture di energia pulita: un’opportunità per lo sviluppo

La produzione di energia in America Latina è in gran parte dipendente di fonti idrauliche e
termali, anche se, come in altre parti del mondo, questa dipendenza perderà la sua forza. Dato
che l’energia termale comporta dei costi elevati e un importante inquinamento, la costruzione
di centrali idroelettriche si scontra frequentemente con il disappunto delle popolazioni locali in
ragione del suo impatto ambientale. Inoltre, negli ultimi anni, molti paesi hanno dovuto
fronteggiare siccità prolungate provocate dal fenomeno climatico de El Niño, che ha
evidenziato i rischi legati all’utilizzo delle risorse idrauliche.

Il Cile si è impegnato nello sviluppo di fonti di energia pulita. Il governo cileno si è prefissato come obiettivo di produrre, entro il 2025, il 20% della propria elettricità con fonti energetiche non rinnovabili non idrauliche. Il costo della produzione di energia dovrebbe allora essere di un terzo inferiore al livello attuale. Anche l’Argentina ha prospettive promettenti riguardo le energie rinnovabili. Sotto la guida di Mauricio Macri, il paese ha lanciato un programma d’asta
per le energie rinnovabili. Durante i primi due bandi che si sono tenuti lo scorso anno, sono
stati valutati 59 progetti e aggiudicati progetti per 4 miliardi di dollari.

Bisogno di investimenti: i partner pubblici e privati, un antidoto ai rigidi budget
governativi

Con delle spese pubbliche messe sotto pressione, le partnership pubbliche e private (PPP)
hanno guadagnato popolarità nella regione. Tuttavia, la mancanza di trasparenza, di
condizioni poco attrattive e le fonti di finanziamento limitate non sono che alcuni dei punti che
restano ancora da definire, al fine di stimolare gli investimenti privati.

Secondo l’indicatore del contesto ambientale dell’Economist Intelligence Unit, in America
Latina il Cile e la Colombia sono i paesi maggiormente preparati per le partnership pubblicheprivate.
L’edizione 2017 del rapporto sottolinea il progresso costante nella regione, anche se la
trasparenza nei processi delle partnership pubbliche-private ne guadagna.

Gli scandali legati alla corruzione portano ai ritardi negli investimenti e incrementa la sfiducia. degli investitori esteri. E’ importante prevedere delle misure punitive efficaci al fine di
preservare la fiducia e l’interesse verso le partnership pubbliche e private.

Ottimizzare i risultati degli investimenti in infrastrutture

Per ottimizzare i risultati ottenuti grazie agli investimenti e alle infrastrutture, ci sono aspetti
importanti che devono essere presi in considerazione, in particolare:
• Estendere gli strumenti finanziari destinati a realizzare investimenti in infrastrutture
La mancanza generale di strumenti finanziari a supporto degli investimenti privati è
frequentemente segnalata come il maggior ostacolo con cui si devono confrontare le imprese
• Prospettive di nuovi investitori
Nuovi investitori potenziali al fine di stimolare la concorrenza nel caso di gare pubbliche
• Definire condizioni più attrattive
Rendimenti vantaggiosi in un inquadramento regolamentare chiaro aiuterebbero a suscitare un
maggiore interesse negli investitori privati
• Migliorare la trasparenza, le regole interne e la compliance

Agire su questi aspetti aiuterebbe a combattere le sovrafatturazioni e la corruzione relativa ai
progetti di costruzione di infrastrutture.

“Lo scenario del settore infrastrutture in America Latina presenta, ancora oggi, diversi segnali
di debolezza”, ha sottolineato Ernesto De Martinis, CEO di Coface Italia. “Nonostante la
crescita esponenziale dell’economia della regione negli ultimi anni, infatti, le infrastrutture non
hanno saputo beneficiare del clima di vigore, che oggi si riflette in uno sviluppo debole, con
tassi di investimento in continua diminuzione. Uno scenario che potrebbe trovare supporto
dalle partnership pubbliche e private – strumento che ancora soffre per la mancanza di
trasparenza e per condizioni di investimento poco attrattive – e dalle potenzialità offerte dalle
energie rinnovabili, segmento in ascesa e potenziale volano per nuova linfa all’intero
comparto”, ha concluso Ernesto De Martinis.

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