In Eurozona, Usa e Uk il quadro macro resta confortante

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di Finanza Operativa 25 Settembre 2017 | 10:30

A cura di Marco Vailati, Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda

Eurozona: forti attività e fiducia a settembre, nonostante l’apprezzamento dell’euro possa pesare sull’export Il dato finale dell’inflazione di agosto, reiterando l’anticipazione, ha confermato la crescita insoddisfacente dei prezzi come unico elemento macro deludente in questa fase in eurozona. Infatti, a parte il Cpi, il surplus delle partite correnti è ulteriormente aumentato, le aspettative degli operatori finanziari hanno ripreso a crescere, la  fiducia dei consumatori è risalita a livelli che non si vedevano dal 2001 e gli indici anticipatori dell’attività hanno registrato un inatteso aumento per settembre (col Manifatturiero al record dal 2011, nonostante l’apprezzamento dell’euro che può incidere negativamente sull’export), portando la media trimestrale del Pmi poco inferiore all’elevato valore del precedente trimestre in anticipazione di una probabile prosecuzione della crescita sostenuta del Pil di periodo.

Usa: quadro coerente col proseguimento di una crescita moderata e Fed più hawkish del mercato Si sono visti i primi impatti degli uragani su alcuni dati. Il maltempo ha piegato ma non abbattuto l’umore dei costruttori con costruzioni e permessi pre-disastri, che erano in crescita nonostante il calo delle vendite mentre i prezzi continuano a crescere. Hanno iniziato a rientrare le richieste settimanali di disoccupazione e hanno consolidato a livelli elevati la percezione dell’economia nazionale da parte dei consumatori e gli indici anticipatori dell’attività, mentre sono cresciuti l’indice principale dell’andamento economico per agosto e la fiducia sull’outlook da parte delle aziende. La Fed, fiduciosa su crescita e inflazione, ha mantenuto invariati i tassi e decisa la riduzione di bilancio da ottobre con 10mld/m. La Fed ha, inoltre, variato poco le sue proiezioni dei tassi: invariate con 1 rialzo quest’anno e 3 nel 2018, che non sono nei prezzi di mercato, e abbassate di solo 0.25% per il 2018 e il lungo periodo ora al 2.75%.

Regno Unito: vendite forti grazie alle spese dei turisti che compensano la debolezza dei consumi interni Le vendite al dettaglio hanno registrato la  crescita mensile maggiore da 4 mesi col 1° periodo di 3 mesi consecutivi di crescita dal 2015. Il dato supporta apparentemente la svolta restrittiva a parole dell’ultimo meeting della Banca d’Inghilterra, che pur lasciando ancora la politica monetaria espansiva invariata ha avvisato gli investitori che i tassi impliciti nei prezzi del mercato monetario non riflettono la probabile stretta che si realizzerà prossimamente se l’evoluzione economica procederà come da stime della BoE. L’aumento delle vendite ha riguardato però soprattutto beni di consumo di lusso, legati a flussi turistici per la debolezza della sterlina. Viceversa, si sono registrati segni di debolezza del consumo domestico e dei prezzi delle case, a conferma dell’impatto negativo sul potere d’acquisto reale degli inglesi della svalutazione della sterlina che genera inflazione maggiore della crescita salariale.

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