Crisi catalana: le possibili implicazioni per gli investitori

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di Finanza Operativa 6 Ottobre 2017 | 14:00

Di M. Alimi e A. Kuhanathan, del team Research & Investment Strategy di Axa Investment

Finora le implicazioni della crisi in Catalogna sono state circoscritte, ma restano alcuni rischi per il settore finanziario. Nel complesso, all’indomani del referendum, la reazione del mercato è stata molto limitata. Lunedì mattina, gli spread dei Bonos spagnoli a dieci anni si sono ampliati di circa 10bps rispetto ai bund tedeschi in un contesto di pressioni crescenti sul debito periferico.

Gli spread della Catalogna rispetto alle obbligazioni spagnole si sono ampliati in misura maggiore, tornando ai livelli di un anno fa. Tuttavia, il referendum non incide immediatamente sul sostegno che la Catalogna riceve dal 2012 dal governo centrale attraverso il Fondo de Liquidez Autonómico (FLA). Se però il clima politico del Paese dovesse deteriorarsi, potremmo assistere a movimenti di mercato più netti.
Venerdì scorso, Standard & Poor’s ha lasciato invariato il rating della Spagna, ma ha indicato la situazione catalana come fattore di rischio, mentre il rating sovrano di Moody’s, il prossimo 20 ottobre, potrebbe segnare un peggioramento dell’outlook spagnolo. Sarah Carlson, Senior Vice President di Moody’s Investors Service ha scritto in una nota che: “l’insorgere di tensioni ha implicazioni negative sul credito per il rating sovrano spagnolo, poiché complica il processo legislativo, incluso il bilancio 2018”.

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