Positivi sui settori ciclici: tecnologia, banche e costruzioni

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di Finanza Operativa 9 Ottobre 2017 | 15:00

A cura di Anima Sgr
Europa: crescita resta solida. Nelle ultime settimane il mercato azionario europeo ha mostrato un trend positivo, caratterizzato da una volatilità piuttosto contenuta. Rimaniamo positivi nel breve termine: la crescita globale rimane sostenuta e buoni dati macroeconomici sono pubblicati globalmente dai paesi europei ed emergenti. A offire supporto ci sono anche i dati economici statunitensi, in miglioramento rispetto a quanto si è registrato nei mesi precedenti. La correzione estiva provocata dall’apprezzamento dell’euro sembra essere terminata, complici il consolidamento della divisa comune, una riaccelerazione della crescita e la stagionalità positiva.
Nel mese di settembre ci sono state le elezioni tedesche: la conferma di Angela Merkel era ampiamente nei piani, ma sarà interessante capire quale partito entrerà a fare parte della coalizione che governerà la Germania per i prossimi quattro anni. Le elezioni in Italia, in programma a inizio 2018, potrebbero essere meno rilevanti che in passato, vista la solidità del quadro macro e il miglioramento dello stato di salute del sistema bancario. Anche negli Stati Uniti, riteniamo che il rischio politico si sia ridotto.
A livello settoriale, il giudizio è costruttivo sui settori ciclici: tecnologia; banche; costruzioni. Ristabilita la neutralità sul settore energetico, con crescenti segnali di ribilanciamento fra domanda e offerta; in sottopeso utilities e consumi di base, storicamente penalizzati in fasi di rialzo dei tassi.
Italia: segnali di miglioramento. Nelle ultime settimane il mercato azionario italiano ha mostrato una dinamica positiva (+4,74% a settembre). Ha contribuito una certa stabilizzazione del cambio euro-dollaro successivamente alle parole di Mario Draghi riguardo al fatto che i tassi rimarranno agli attuali livelli ben oltre la fine del quantitative  easing; ipotizzando che il 2018 sarà l’anno del «tapering», le attese per il primo rialzo dei tassi si sono spostate tra marzo e giugno 2019.
Si conferma e si rafforza il miglioramento della situazione economica con previsioni di crescita per l’Italia nel 2017 all’1,5% (era lo 0,8% a inizio anno). La ripresa appare ben  strutturata e coinvolge sia i consumi interni, che gli investimenti e l’export; è associata anche ad un miglioramento del mercato del lavoro. L’apprezzamento dell’euro nei confronti delle principale valute ha tuttavia determinato un certo peggioramento nella dinamica degli utili attesi, concentrato su settori/titoli più esposti alla domanda internazionale.
In un contesto politico incerto rimangono evidenti le difficoltà di intraprendere un virtuoso percorso riformatore e di riduzione del debito pubblico. Alcuni elementi ci portano, tuttavia, a giustificare un atteggiamento costruttivo: oltre ai dati macro positivi, il settore bancario  sembra avere superato il momento più acuto della crisi. Da non sottovalutare il successo della normativa dei PIR (piani individuali risparmio che prevedono agevolazioni per investimenti in piccole/medie imprese), che sta portando interesse e flussi sul segmento delle piccole/ medie imprese quotate.
Usa: focus sugli utili. Un fattore di supporto per il mercato americano sarà la stagione degli utili del terzo trimestre: le stime sulla crescita degli utili si attestano intorno al 5% e sono troppo basse rispetto ai trimestri precedenti. Peraltro, le sorprese positive potrebbero arrivare in settori diversi da quelli ad oggi più performanti, tecnologia ed health care, rendendo il rialzo più solido. Da monitorare gli sviluppi sulla scena politica domestica: crescono le
possibilità di arrivare a una riforma fiscale, seppur non aggressiva come annunciato in campagna elettorale, ma comunque sottostimate dagli investitori.

Borse emergenti: segnali incoraggianti. Quest’area rappresenta il miglior mercato azionario da inizio anno. Il sentiero di risalita dei tassi USA e la direzione del dollaro americano rimangono tra i fattori determinanti per la performance. Nelle ultime settimane l’accordo tra Trump e i democratici e una timida ripresa dell’inflazione hanno elevato la probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi per fine anno da 20% a 50% e dato stabilità al dollaro. Un dollaro al rialzo è rischioso per i prezzi delle materie prime, con cui i Paesi Emergenti hanno mostrato forte correlazione in passato, e anche nei primi nove mesi dell’anno. I fondamentali però rimangono favorevoli, supportati da contesti macroeconomici mediamente stabili o in ripresa, e le valutazioni rimangono a sconto rispetto a quelli dei Paesi Sviluppati.
Borse asiatiche: view positiva. Il giudizio resta positivo e ci aspettiamo che il trend di apprezzamento prosegua nel medio periodo. Le società asiatiche, a livello di fondamentali, hanno riportato ottimi risultati, e a livello settoriale, energia, tecnologia e finanza hanno registrato le sorprese più positive. La Cina resta il motore di questo processo. Anche per quanto riguarda il Giappone i segnali sono positivi: e il giudizio resta costrtuttivo sia nel breve che nel lungo termine. Le valutazioni delle società sono interessanti a livello globale e la stabilizzazione dello yen è un ulteriore elemento di supporto. Da monitorare le elezioni del 22 ottobre, anticipate dal primo minitro Shinzo Abe, che vorrebbe sfruttare il favorevole momento politico per prolungare il proprio mandato e portare avanti il processo riformatore del Paese.

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