Eurozona, il Pil 2017 potrebbe salire del 2,2%

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di Finanza Operativa 9 Ottobre 2017 | 13:00

A cura di Marco Vailati, Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda

EuroZona: attività a fine trimestre spumeggiante, mercato del lavoro “tirato” e segnali di ripresa dei prezzi nonostante l’Euro. Con il Pmi Manifatturiero al massimo da febbraio 2011 e i Servizi e il Composto vicini ai massimi della primavera, riprende vigore, dopo una brevissima pausa, lo slancio dell’Eurozona. Con il forte dato di settembre, la media trimestrale del Pmi resta poco inferiore al valore del secondo trimestre, anticipando una possibile modesta decelerazione della crescita economica a +0.5% dal precedente +0.6% t/t. La crescita potrebbe arrivare a +2.2% nel 2017, il che rappresenterebbe il dato più forte dal +3.1% del 2007. Nonostante l’apprezzamento dell’Euro di quasi il 3% m/m ad agosto, la forza del ciclo, testimoniata dalla disoccupazione ai minimi per il terzo mese consecutivo (da febbraio 2009), riesce anche a interrompere il trend – in corso da inizio anno – di riduzione della precedente temporanea impennata dei prezzi alla produzione. Le vendite al dettaglio deludono, ma i dati sono relativi ad agosto e, quindi, coerenti con la corrispondente passata decelerazione dei Pmi.
Usa: economia in solido progresso, ma molti dati da interpretare per gli impatti degli uragani di agosto/settembre.Molti dati sono da interpretare perché condizionati dagli effetti degli uragani. Nonostante lo scarso contributo dell’edilizia e il calo dell’entusiasmo dei consumatori – comunque ancora ai valori medi del 2017, ai massimi dal 2007 – l’economia si mostra in solido progresso: Ism Manifatturiero ai massimi da maggio 2004 e Non Manifatturiero ai massimi da agosto 2005; Pmi meglio delle anticipazioni; deficit commerciale ai minimi da un anno; ordini di beni durevoli in accelerazione; vendite di auto ai massimi da luglio 2005. Oltre a un calo mensile temporaneo delle assunzioni, il report del lavoro indica anche altri dati molto forti (disoccupazione ai minimi da gennaio 2001, sottoccupazione ai minimi da maggio 2007, partecipazione ai massimi da marzo 2014, crescita salari ai massimi dell’anno), evidenziando la forza sottostante del mercato del lavoro di sostegno ai consumi e, quindi, alla crescita e ai propositi di normalizzazione della Fed.
Giappone: indicazioni economiche positive con miglioramenti ampi e diffusi.Mentre i Pmi consolidano a settembre, anche se in area espansiva, gli indici Anticipatore e Coincidente, ai massimi da 3 anni, e gli indici Tankan di confidenza delle imprese, sullo stato corrente del business e sulla stima di sua evoluzione futura indicano che l’espansione sta guadagnando forza. L’indebolimento dello Yen e il rafforzamento della domanda globale spingono la fiducia e i profitti delle grandi imprese, mentre la crescita della domanda domestica e degli investimenti pubblici danno impulso alle imprese più piccole. In questo quadro più che lusinghiero, le uniche note non perfettamente allineate sono: la decelerazione degli investimenti, che mantengono tuttavia un tasso di crescita sostenuto, e i segnali ancora solo misti sulla reflazione ricavabili dai sottoindici dei prezzi, con Input in aumento e Output stabili, che potrebbero generare compressione dei margini.

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