Hedge, le performance non sono tutto

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di Marco Mairate 2 Marzo 2009 | 10:20
I riscatti che stanno colpendo l’industria hedge sono indiscriminati per società, strategia e performance. Così succede che anche quei pochi che hanno messo a segno performance positive nel 2008, vengono venduti come i fondi meno profittevoli.

James Chanos (nella foto con la moglie) , gestore hedge conosciuto ai più per le sue qualità di short sellers, soffre i riscatti dell’intera industria hedge. A differenza della gran parte dei suoi colleghi però Chanos lo scorso anno ha chiuso con una performance a doppia cifra.

La Kynikos Associates è infatti una società specializzata nella parte corta nel mercato, nel senso che gran parte dei suoi profitti vengono realizzati attraverso la speculazione al ribasso. Lo scorso anno questa tecnica ha pagato soprattutto per chi ha puntato sul settore finanziario (come Chanos e pochi altri) sceso in media del 60/70%.

 

Anche la stessa strategia degli short sellers (monitorata da Credit Suisse Tremont) è una delle due strategie a chiudere l’anno in positivo, archiviano un risultato positivo di oltre 25 punti percentuali.

Ciononostante anche gli short sellers come Chanos soffrono i riscatti. Riscatti che arrivano a pioggia dagli investitori e dai fondi di fondi che per far fronte alle richieste di liquidità dei clienti, smobilizzano posizioni a occhi chiusi, soprattutto quelle più liquide.

In un tale scenario Chanos ha perso il 20% del patrimonio gestito, a dispetto dei suoi rendimenti a due cifre.

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