Tecnologici ancora a sconto? Si, ma solo in alcuni casi

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di Finanza Operativa 12 Ottobre 2017 | 12:00

A cura di Morningstar

Sconti tra i tecnologici? E’ ancora possibile trovarli. Il comparto ha corso molto da inizio anno guadagnando a livello globale oltre il 15% (in euro, indice MSCI World Information Technology al 6 ottobre 2017) e facendo salire il rapporto Prezzo/Fair value a 1,07, tra i più alti all’interno dell’universo azionario. Nonostante questo, però, non mancano le occasioni per investire in titoli con Moat elevato e scambiati a prezzi vantaggiosi.

Sabre opera nell’industria delle applicazioni software e grazie alla sua piattaforma Global Distribution System offre alle compagnie aeree e alle agenzie di viaggi la possibilità di vendere e acquistare voli. Il fatto di essere molto popolare su entrambi i fronti crea un circolo virtuoso che spinge nuovi utenti ad acquistare sulla piattaforma (effetto network). La forte fidelizzazione dei clienti, invece, costituisce una barriera all’ingresso di nuovi potenziali competitor e questo spiega perché il giro d’affari complessivo di questa industria sia diviso tra Sabre e altri due operatori (Amadeus e Travelport).

Gli analisti stimano per i prossimi cinque anni una crescita media del fatturato del 6%, trainata dal buon andamento dell’industria dei viaggi, ma il mercato sembra scontare i negativi risultati delle ultime trimestrali e il rischio che le compagnie aeree riescano a vendere i loro voli direttamente alle agenzie turistiche. Il titolo ha ceduto oltre il 20% da inizio anno e ora è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di 0,7 (report pubblicato in data due agosto 2017).

Opportunità fuori dagli Usa
Guardando fuori dai confini americani, buone occasioni di investimento si trovano anche in India e Australia. Infosys, ad esempio, è una delle più grandi aziende indiane nel campo delle soluzioni IT e grazie all’ampia offerta di servizi e alla forte conoscenza del business dei propri clienti riesce a mantenere relazioni commerciali di lungo termine (alti costi di switch). Oltre il 90% del suo fatturato deriva da rinnovi contrattuali, cosa che permette al gruppo di finanziare la propria attività e nuove acquisizioni attraverso flussi di cassa stabili nel tempo.

Da inizio anno il titolo ha ceduto oltre il 13% (in euro al 9 ottobre 2017) anche a causa dell’incertezza sulla futura gestione aziendale prodotta dalle dimissioni dell’Ad Vishal Sikka. Gli analisti prevedono per i prossimi cinque anni un progresso medio dei ricavi del 9%, trainato dal trend di lungo periodo della cessione dei servizi IT in outsourcing, e stimano un fair value pari a 1.100 rupie (report aggiornato al 18 agosto 2017).

Vocus è leader indiscussa nel segmento della fibra ottica nel mercato australiano. L’azienda è stata la prima a muoversi in questo business riuscendo a costruire un’infrastruttura ormai difficilmente replicabile da parte di potenziali nuovi competitor (la sua rete copre 1.900 chilometri e nove metropoli in Australia e altri 4.600 in Nuova Zelanda) e ora sfrutta questa posizione di vantaggio per integrare la sua offerta con altri servizi come il could computing e i data center. Il titolo ha pagato recentemente i timori legati alle possibili difficoltà nell’integrare le ultime società acquisite e ora è scontato del 20% rispetto al fair value di 3 dollari australiani (report pubblicato in data 23 agosto 2017).

Rapporto Prezzo/Fair value medio settore Tecnologia
tecnologia pvf
 

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