Mutui: la frenata delle surroghe deprime la domanda

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di Finanza Operativa 16 Ottobre 2017 | 15:30

a cura di Crif

Analizzando le interrogazioni sul Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) di CRIF relative alle richieste di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), il mese di settembre evidenzia una nuova forte contrazione rispetto al corrispondente periodo 2016, con una variazione del -13,8% riconducibile prevalentemente alla progressiva perdita di interesse da parte delle famiglie verso la rottamazione dei vecchi mutui. Se consideriamo i primi 9 mesi dell’anno nel loro complesso, la flessione risulta pari a -8,2%.

Al contempo, però, il III trimestre dell’anno mostra una crescita complessiva dell’importo medio richiesto, che si attesta a 125.449 Euro (+1,6% rispetto al medesimo periodo 2016).

performance dei primi nove mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti: si registra un calo del numero di richieste rispetto ai primi 9 mesi del 2016, che si era dimostrato particolarmente vivace, ma allargando il raggio di analisi agli anni precedenti si osserva il costante recupero dopo il crollo registrato nel biennio 2010/2011.

Dopo le crescite registrate nei primi mesi dell’anno, a settembre il valore medio dei mutui richiesti dalle famiglie risulta pari a 123.567 Euro, in leggera crescita (+0,5%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Va evidenziato, però, che rispetto agli altri mesi dell’anno in corso, tra agosto e settembre si è assistito a una riduzione del valore medio che ha assorbito parte degli aumenti registrati nei primi 7 mesi.

Complessivamente nel III trimestre dell’anno in corso la performance risulta comunque positiva, con l’importo medio richiesto che si attesta a 125.449 Euro (+1,6% rispetto al dato del corrispondente periodo del 2016).

Relativamente alla distribuzione delle richieste per fasce di importo, nei primi 9 mesi dell’anno in corso la classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro si conferma essere la preferita dagli italiani, con una quota pari al 29,4% del totale.

Rispetto ai dati rilevati nello stesso periodo del 2016, in generale, le fasce di importo maggiore continuano a guadagnare peso (+1,1 punti percentuali per le classi di importo superiore ai 150.000 Euro).

Per quanto riguarda la distribuzione delle interrogazioni in relazione all’età del richiedente, la fascia compresa tra i 35 e i 44 anni rimane maggioritaria, con una quota pari al 35,2% del totale, seppur in calo di -0,8 punti percentuali rispetto al dato del 2016. La quota degli under 35, invece, assorbe il 26,7% delle richieste.

Le altre classi rimangono pressoché stabili, eccetto quella compresa tra i 45 e i 54 anni che registra l’aumento più rilevante con +0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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