Tecnologia a basso prezzo

A
A
A
di Finanza Operativa 19 Ottobre 2017 | 12:30

A cura di Francesco Lavecchia, Morningstar
Sconti tra i tecnologici? E’ ancora possibile trovarli. Il comparto ha corso molto da inizio anno guadagnando a livello globale oltre il 15% (in euro, indice MSCI World Information Technology al 6 ottobre 2017) e facendo salire il rapporto Prezzo/Fair value a 1,07, tra i più alti all’interno dell’universo azionario. Nonostante questo, però, non mancano le occasioni per investire in titoli con Moat elevato e scambiati a prezzi vantaggiosi.
Sabre opera nell’industria delle applicazioni software e grazie alla sua piattaforma Global Distribution System offre alle compagnie aeree e alle agenzie di viaggi la possibilità di vendere e acquistare voli. Il fatto di essere molto popolare su entrambi i fronti crea un circolo virtuoso che spinge nuovi utenti ad acquistare sulla piattaforma (effetto network). La forte fidelizzazione dei clienti, invece, costituisce una barriera all’ingresso di nuovi potenziali competitor e questo spiega perché il giro d’affari complessivo di questa industria sia diviso tra Sabre e altri due operatori (Amadeus e Travelport).
Gli analisti stimano per i prossimi cinque anni una crescita media del fatturato del 6%, trainata dal buon andamento dell’industria dei viaggi, ma il mercato sembra scontare i negativi risultati delle ultime trimestrali e il rischio che le compagnie aeree riescano a vendere i loro voli direttamente alle agenzie turistiche. Il titolo ha ceduto oltre il 20% da inizio anno e ora è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di 0,7 (report pubblicato in data due agosto 2017).
Opportunità fuori dagli Usa
Guardando fuori dai confini americani, buone occasioni di investimento si trovano anche in India e Australia. Infosys, ad esempio, è una delle più grandi aziende indiane nel campo delle soluzioni IT e grazie all’ampia offerta di servizi e alla forte conoscenza del business dei propri clienti riesce a mantenere relazioni commerciali di lungo termine (alti costi di switch). Oltre il 90% del suo fatturato deriva da rinnovi contrattuali, cosa che permette al gruppo di finanziare la propria attività e nuove acquisizioni attraverso flussi di cassa stabili nel tempo.
Da inizio anno il titolo ha ceduto oltre il 13% (in euro al 9 ottobre 2017) anche a causa dell’incertezza sulla futura gestione aziendale prodotta dalle dimissioni dell’Ad Vishal Sikka. Gli analisti prevedono per i prossimi cinque anni un progresso medio dei ricavi del 9%, trainato dal trend di lungo periodo della cessione dei servizi IT in outsourcing, e stimano un fair value pari a 1.100 rupie (report aggiornato al 18 agosto 2017).
Vocus è leader indiscussa nel segmento della fibra ottica nel mercato australiano. L’azienda è stata la prima a muoversi in questo business riuscendo a costruire un’infrastruttura ormai difficilmente replicabile da parte di potenziali nuovi competitor (la sua rete copre 1.900 chilometri e nove metropoli in Australia e altri 4.600 in Nuova Zelanda) e ora sfrutta questa posizione di vantaggio per integrare la sua offerta con altri servizi come il could computing e i data center. Il titolo ha pagato recentemente i timori legati alle possibili difficoltà nell’integrare le ultime società acquisite e ora è scontato del 20% rispetto al fair value di 3 dollari australiani (report pubblicato in data 23 agosto 2017).
 
Rapporto Prezzo/Fair value medio settore Tecnologia

 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Auto, ecco come crescerà la domanda mondiale

Al private equity piace il calcio (e lo sport in generale)

Strategie alternative, tra impatto e innovazione

NEWSLETTER
Iscriviti
X