Giappone, sarà la possibile morte dell’Abenomics?

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di Finanza Operativa 20 Ottobre 2017 | 15:30

A cura di Alex Lee, gestore azionario giapponese di Columbia Threadneedle Investments

In un paese come il Giappone in cui il primo ministro tende ad avere vita breve, Shinzo Abe ha riscosso un enorme successo. Dalla sua elezione nel 2012, ha governato una fase di stabilità senza precedenti. La sua agenda di riforme economiche, la cosiddetta “Abenomics”, si è dimostrata uno strumento potente, riuscendo a stimolare una forte crescita dell’economia e l’aumento dei prezzi delle attività. Sotto l’egida di Abe, l’indice azionario giapponese Topix è quasi raddoppiato. Oggi, però, la sua stella è in declino e i mercati ne risentono.

La popolarità del primo ministro si è deteriorata dopo che Abe è rimasto coinvolto in una serie di scandali e ha promosso alcune politiche sociali controverse. Nel corso dell’estate, il suo indice di gradimento è sceso in caduta libera, avvicinandosi a livelli da cui nessun primo ministro nella storia recente del Giappone si è mai ripreso. Molti operatori del mercato sembrano presumere che Abe recupererà il terreno perduto mantenendo intatta la sua leadership, ma non è affatto scontato che sia così.

Il suo calo di popolarità si è verificato in una fase cruciale del calendario politico giapponese. Non è da escludere che, se Abe dovesse perdere il posto, anche il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, seguirebbe la sua stessa sorte. In questo caso, entrambi gli artefici delle politiche reflazionistiche in Giappone sarebbero fuori dai giochi. Potremmo quindi andare incontro a un inasprimento della politica monetaria, che provocherebbe un rialzo dei tassi d’interesse, il rafforzamento dello yen e l’indebolimento dei mercati azionari, quantomeno a breve termine.

La posta in gioco è alta. Abe ha svolto un ruolo chiave nella formazione dell’attuale consiglio della Bank of Japan, di orientamento accomodante. Nel 2012, ha vinto le elezioni sostenendo un’agenda reflazionistica in campagna elettorale e, una volta insediato, ha fatto pressioni sulla Bank of Japan perché allentasse la politica monetaria. Ha nominato Kuroda governatore nel marzo 2013 e questi ha adottato misure di allentamento qualitativo e quantitativo, espandendo significativamente il bilancio della banca centrale. Se Abe dovesse dimettersi, ci aspettiamo una politica meno accomodante dal suo successore.

Detto questo, malgrado la recente stabilità dello scenario politico e l’espansionismo monetario abbiano sostenuto l’economia e i mercati giapponesi, non sono stati l’unico fattore favorevole. La crescita globale, la riforma della corporate governance e un mercato del lavoro sempre più contratto hanno dato un contributo ancora maggiore. L’incertezza politica potrebbe innescare una fase di volatilità dei mercati nei mesi a venire, soprattutto sul piano valutario. Ciononostante, riteniamo che l’economia sia fondamentalmente solida, mentre una correzione del mercato potrebbe rappresentare un’occasione conveniente per acquistare titoli azionari giapponesi.

È importante ricordare che, secondo il nostro scenario di base, Abe supererà la crisi, Kuroda resterà governatore della banca centrale e lo scenario politico si manterrà stabile fino al 2021. Abe ha già iniziato la sua controffensiva con un rimpasto di governo ad agosto e il solido andamento dell’economia nazionale dovrebbe giovargli, benché il rischio di turbolenze politiche resti comunque elevato.

Il primo ministro Abe ha inaugurato una fase di stabilità politica senza precedenti da quando è diventato premier nel 2012. Malgrado siamo convinti che abbia ottime chance per conservare il posto, seguiremo con attenzione l’andamento del suo indice di popolarità. Se Abe venisse spodestato, assisteremmo senz’altro a un’ondata di volatilità nel breve termine, con una stretta delle condizioni monetarie, l’apprezzamento dello yen e contraccolpi sui mercati azionari. Tuttavia, ciò potrebbe rappresentare un’occasione per acquistare titoli di alta qualità a valutazioni interessanti poiché l’espansione globale sostenuta, il miglioramento della corporate governance e la crescente produttività interna giustificano la nostra visione ottimista del mercato azionario giapponese nel medio-lungo periodo.

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