Banche europee alle prese con la Direttiva Europea sui Pagamenti “PSD2”

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di Finanza Operativa 25 Ottobre 2017 | 13:30

Nonostante l’entrata in vigore della Direttiva Europea sui Pagamenti (PSD2) sia ormai imminente (13 gennaio 2018), solo poche banche europee sono oggi pronte per affrontare questo cambiamento: infatti, all’inizio dell’estate 2017 il 38% delle banche risultava ancora nella fase preliminare di identificazione dei possibili impatti legati al raggiungimento della compliance, mentre solo il 9% aveva già avviato la fase di implementazione dei requisiti della PSD2.

Nello studio – dal titolo “Waiting until the Eleventh Hour” – PwC ha raccolto la posizione di 39 tra le maggiori banche europee, dislocate in 18 Paesi. Le indagini, realizzate nella prima metà del 2017, rivelano che due terzi degli intervistati ritiene che la PSD2 impatterà tutte le funzioni della banca, con importanti interconnessioni con altri regolamenti.

Si giocherà alla pari nei servizi di pagamento

L’introduzione della PSD2 determinerà un nuovo contesto, in cui potranno giocare alla pari i nuovi entranti e gli operatori più tradizionali, grazie a nuove opportunità di competizione e di innovazione dei servizi di pagamento. Sulla base della nuova Direttiva, le banche europee dovranno rendere disponibili a terze parti i dati relativi ai conti di pagamento dei clienti assicurando comunque un adeguato livello di sicurezza. La PSD2 rappresenta così un ulteriore progresso verso il modello di “open banking” in cui le fintech avranno la possibilità di innovare fortemente il mondo dei pagamenti.

Nel mese di gennaio 2018 il modello odierno di accesso alle informazioni dei conti di pagamento dei clienti ad esclusiva delle banche giungerà al termine. È incoraggiante registrare che quasi tutte le banche coinvolte nella survey (il 94%) stanno al momento lavorando sulla PSD2 e che due terzi degli istituti intenda fare leva sulla nuova normativa per modificare il proprio posizionamento competitivo.

Marco Folcia, Partner e PSD2 European Leader di PwC commenta: “La normativa PSD2 prevede una complessa implementazione che coinvolgerà molteplici stakeholder. Pertanto molte banche nel 2018 si concentreranno innanzitutto sul profilo della compliance rispetto ai nuovi requisiti. Tuttavia la sola compliance, sebbene sfidante, non sarà l’unica preoccupazione. Le banche hanno infatti bisogno di definire una risposta strategica per scongiurare il rischio di essere disintermediate da nuove soluzioni di terze parti, più orientate alle esigenze del cliente. Dovranno quindi analizzare il contesto emergente dei servizi di pagamento ed identificare nuove opportunità di ricavo, e la maggior parte degli intermediari finanziari ancora non si è attivata in tale direzione”.

Le banche come piattaforme di aggregazione

Nel suo studio PwC ha inoltre interpellato le banche circa la preferenza rispetto a quattro modelli di business emergenti. Il 50% de rispondenti aspira a posizionare la banca come una piattaforma di aggregazione, sviluppando pertanto una piattaforma aperta che consenta ai partner di integrare i propri prodotti e servizi con l’offerta della banca, facendo leva su dati e API della banca stessa.

Marco Folcia aggiunge: “Aprirsi in logica open banking e sviluppare nuovi modelli di collaborazione potrebbe portare nuove opportunità e stream di revenue per le banche, tuttavia solo poche banche potranno ragionevolmente riuscire a sviluppare un vero e proprio ecosistema con partnership. È infatti possibile che solo pochi soggetti saranno in grado di sopportare gli investimenti necessari e dare la possibilità di connettersi ad una molteplicità di terze parti, almeno fino a quando non vi saranno standard tecnologici comuni in Europa. È quindi chiaro che le banche dovranno realizzare un rigoroso self-assessment nella transizione al modello di open banking, riflettendo sul proprio posizionamento di mercato e vantaggi competitivi”.

All’interno dell’analisi, PwC ha inoltre individuato alcune best practices che le banche dovrebbero adottare per rispondere alla PSD2 in modo efficiente. Il fattore probabilmente più rilevante è il fatto che gli istituti dovrebbero attribuire al top management un ruolo attivo nella risposta strategica a tale sfida. Oggi tali considerazioni strategiche sono invece frequentemente relegate a progetti di compliance rispetto alla PSD2 gestiti dalla funzione IT o Operations. Alla luce dell’impatto sistemico che tale cambiamento determinerà, le banche che non coglieranno tale occasione perderanno un’opportunità per diventare operatori leader in un ecosistema open banking.

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