La reflazione continua

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di Finanza Operativa 24 Ottobre 2017 | 15:30

A cura di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas
Gli economisti sono particolarmente bravi nell’interpretare il passato. È quello che ci riesce meglio! Nonostante non sia il modo migliore per guadagnare, talvolta guardare al passato aiuta a comprendere il consensus e, in generale, i trend di mercato. La reflazione di fine ciclo è iniziata nel febbraio 2016, in seguito al rimbalzo del prezzo del petrolio e alla decisione della Cina di stimolare l’economia per risolvere i problemi dei flussi di capitale in uscita e della perdita di fiducia nei confronti dell’economia cinese. La reflazione venne temporaneamente spinta dall’elezione di Trump, per poi scomparire fino a settembre.
Da allora è iniziata l’ultima fase della reflazione di fine ciclo. Ciò è visibile in particolare sui mercati statunitensi (si veda grafico sottostante). In altre parole, dal momento che un rimbalzo dei prezzi delle commodity ha un impatto sull’inflazione e sui redditi in media dopo sei trimestri, l’outlook positivo per l’inflazione rimane merito dell’andamento del prezzo delle materie prime. Questo trend sta tornando, dopo quella che abbiamo definito nel gennaio scorso la “digestione della reflazione”.
Come sottolineato prima, la Cina ha giocato un ruolo decisivo nell’estendere il business cycle globale. Alcuni temono che i problemi potrebbero tornare proprio dall’economia cinese. Per questo motivo, il focus di questa settimana è stato sul tanto atteso Congresso del Partito, iniziato lo scorso mercoledì. A nostro parere, contrariamente al consensus generale, tale evento può costituire un punto di svolta in termini di equilibrio crescita/riforme.
Nel lungo discorso di apertura del Congresso, il presidente Xi ha illustrato le priorità politiche dei prossimi cinque anni, ribadendo il target di crescita media del PIL al 6,5% nel periodo 2016-2020. Il suo obiettivo è rafforzare la Cina nel lungo periodo (non solo economicamente, bensì in tutti i suoi aspetti), grazie a un Partito più solido. Ciò significa garantire l’occupazione dei cittadini e continuare gradualmente le riforme strutturali, in modo da evitare eccessive pressioni sulla crescita. Inoltre il settore pubblico avrà maggior potere rispetto al passato. Ciò non vuol dire che verrà fatto poco: con molta probabilità verranno portati avanti i temi politici ed economici della tutela dell’ambiente, dell’innovazione e dell’ammodernamento della produzione. Ad ogni modo, nel 2021 ricorre il centesimo anniversario del Partito Comunista e le autorità cinesi impediranno che l’economia possa deragliare, anche al costo di una maggiore bolla del debito.
Tornando in Europa, il mondo politico è ancora una volta sotto la lente d’ingrandimento. Il “Rosatellum”, la nuova legge elettorale italiana, deve ottenere l’approvazione del Senato italiano entro la fine di novembre, cosa che avverrà con molta probabilità. La nuova legge non cambierà molto il sistema politico italiano, ma la sua approvazione segna comunque un punto a sfavore del Movimento Cinque Stelle e, di conseguenza, rappresenta una buona notizia per gli investitori. Intanto, aumentano le speculazioni per cui l’11-12 marzo prossimo sarà la data più probabile delle prossime elezioni generali.
In un tale contesto, il meeting della BCE della prossima settimana dovrebbe dare inizio al processo di riduzione graduale degli acquisti di asset. Il Consiglio di Governo della BCE è consapevole di dover procedere in maniera relativamente cauta; per questo motivo, prevediamo un tono piuttosto dovish. La nostra view, sostenuta da tempo, prevede una riduzione del volume mensile di acquisti di asset a partire da gennaio da parte della BCE (fino ad un tetto di 30 miliardi di Euro, secondo le ultime indiscrezioni): verranno acquistati prevalentemente titoli di stato, con l’opzione di diminuire o aumentare il QE nel prossimo anno, se necessario.
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Grafico della settimana: l’ultima fase della reflazione sta raggiungendo l’inflazione core e i salari
Tasso d’inflazione breakeven US a 5 anni, %

Fonte: stime Bloomberg, Exane BNP Paribas

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