Intelligenza artificiale: ecco come sta rivoluzionando la finanza e l’economia

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 30 Ottobre 2017 | 13:00

Il futuro dell’economia e della finanza è sempre più connesso alle innovazioni tecnologiche. L’intelligenza artificiale al servizio dell’economia rivoluzionerà il settore.

I tempi in cui l’economia e la finanza si affidavano all’intuito e alle capacità dei singoli analisti di prevedere gli andamenti del mercato e le fluttuazioni dei titoli in borsa sembrano essere ormai storia passata. Già da tempo i big del settore finanziario si sono affidati ad algoritmi e software per valutare le migliori opportunità di investimenti nel mercato finanziario. Questi strumenti permettevano di elaborare grandi quantità di dati in tempi che a un essere umano avrebbero richiesto settimane, ma non consentivano di effettuare previsioni senza l’ausilio di analisti e operatori finanziari.

Il mercato attuale ha subito una vera e propria rivoluzione grazie all’innovazione tecnologica nel campo dell’intelligenza artificiale, non più strumento passivo di analisi dati, ma attore attivo nella compravendita e gestione dei titoli finanziari. Società come la statunitense Portware impiegano algoritmi generati da un’intelligenza artificiale non solo per analizzare i big data, ma anche per effettuare analisi e previsioni su quegli stessi dati. Lo scopo è adottare la strategia migliore in base ad un determinato contesto economico.

La Triumph Asset Management, società che gestisce investimenti, ha compiuto un passo in più, sviluppando un software capace di analizzare uno degli spetti più aleatori dei mercati finanziari: il sentimento.

Il concetto di sentimento in economia ha rappresentato fino a poco tempo fa un vicolo cieco per tutti i big del settore che impiegavano algoritmi e software nell’analisi dati e nelle previsioni.  Questo nuovo framework scandaglia gli articoli di news ad un ritmo di migliaia ogni ora con l’obiettivo di valutare se una particolare azienda in un dato articolo ottiene un giudizio positivo o negativo. Questo risultato è stato ottenuto sviluppando un algoritmo intelligente, ideato dall’Università di Stanford, che analizza le combinazioni tra parole o la frequenza con cui i gruppi di parole compaiono l’uno accanto all’altro.

Non è così strano che gli attuali sviluppi dell’intelligenza artificiale applicata alla finanza e all’economia abbiano avuto origine nel settore del gaming. Il celebre videogioco Sim City impiegava nel 1989 una rudimentale forma di algoritmo intelligente per generare una simulazione quanto più vicina alla realtà possibile. I futuri videogiochi offriranno agli utenti un maggiore realismo negli ambienti artificiali e interfacce più naturali tra il giocatore e quegli stessi ambienti. Per ottenere questo risultato le case di produzione impiegheranno da un lato gli sviluppatori per creare gli ambienti e la meccanica di gioco, dall’altro l’intelligenza artificiale genererà scenari ad-hoc per i singoli utenti e sfide improvvisate.

Il recente report apparso sulla rivista Nature ha dato risalto alle capacità del software AlphaGo Zero –sviluppato dalla londinese Deep Mind acquistata da Google nel 2014 – di imparare da solo sulla base dei propri errori. Algoritmo applicato ad un gioco, il Go, la cui complessità non è tanto di ordine strategico, come per gli scacchi, ma di carattere creativo. I grandi campioni di Go impiegano infatti la fantasia e l’intuito per poter vincere. Il fatto che il software abbia battuto ripetutamente i più grandi campioni del mondo dimostra la capacità dell’intelligenza artificiale di operare in un campo fino ad ora precluso dai precedenti modelli.

Lo stesso Cepheus, software sviluppato dai ricercatori dell’Università di Alberta, in Canada, ha battuto più volte i giocatori al tavolo del Texas Hold’em. In questo caso il team di ricerca ha dovuto elaborare una strategia che permettesse al software non tanto di diventare il giocatore perfetto, quanto piuttosto di giocare al meglio le carte in suo possesso. Molto vicina di fatto alla strategia adottata da molti giocatori che si trovano a sfidare il croupier nelle versioni per casinò di texas hold’em, impiegando modelli matematici basati sulle probabilità.

Questi esempi ci fanno capire la pervasività dell’intelligenza artificiale, non solo nel settore della finanza e dell’economia, ma nella vita quotidiana di tutti noi. Questo processo è la naturale continuazione di un percorso di automazione ed efficienza che il genere umano sta seguendo da millenni. Un cambio di paradigma che porterà alla trasformazione di quei sistemi che oggi richiedono l’attenzione e lo sforzo dell’essere umano.

È in quest’ottica che Jerry Kaplan, insegnante presso il Dipartimento di Computer Science della Stanford University descrive gli attuali sviluppi dell’intelligenza artificiale nella nostra società. Non si tratta di sostituire l’essere umano, quanto piuttosto di migliorare la qualità della nostra vita grazie a nuovi sistemi di automazione. Quello che è certo è come ogni cambio di paradigma richiederà del tempo per integrarsi nella nostra società.

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