Strategia valutaria a bassa volatilità: la soluzione di Russell Investments

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di Finanza Operativa 31 Ottobre 2017 | 19:00

Una tripla strategia valutaria diventata con il tempo una soluzione a se stante, tanto da essere implementata nei portafogli multi asset oltre che utilizzata in specifici mandati di gestione istituzionale. L’ha messa a punto il team guidato da Van Luu, Head of Currency and Fixed Income Strategy di Russell Investments, che abbiamo incontrato in occasione di IFTA 2017 a Milano.
“Utilizziamo tre distinte strategie che operano in un’unica soluzione: Carry, Value e Trend – ci spiega Van Luu – Si tratta di strategie long/short che sono indipendenti sia dalle altre posizioni dei portafogli sia da eventuali operazioni di hedging su valute. Operiamo con le principali e più liquide valute mondiali, quali euro, dollaro, sterlina, yen, corone norvegesi e svedesi, dollari australiani e neozelandesi. Per quanto riguarda la strategia Carry puntiamo sui migliori tassi di interesse a un mese, acquistando le tre valute che offrono il maggiore carry a un mese rispetto al dollaro Usa e vendendo invece le tre con il più basso carry: l’obiettivo è quello di beneficiare di un effetto traino sulle valute di tassi di interesse più alti. La seconda strategia, Value, è mean reverting e consiste nel puntare sulle tre valute con la più alta sottovalutazione rispetto al dollaro in termini di potere d’acquisto e vendere le tre più sopravvalutate. Infine, la terza, Trend, è trend following e, con l’analisi tecnica, punta sugli andamenti valutari acquistando le monete in trend rialzista e vendendo quelle in downtrend”.
Tre diverse strategie che unificate in un’unica soluzione hanno dimostrato storicamente risultati solidi e consistenti. Dal 2000 a oggi il rendimento è stato del 3,2% annualizzato, con una deviazione standard del 4,4%, una perdita massima del 6,1% e un -3,4% in termini di peggiore performance negativa sui 12 mesi. Il ritorno cumulativo complessivo è stato superiore al 75 per cento. Il punto di forza è senz’altro, oltre alla bassa volatilità, la decorrelazione con tutte le altre asset class: quella positiva più elevata è con l’azionario Usa (0,15), quella negativa più forte è con l’obbligazionario Usa (-0,15).
“Cerchiamo di non prendere rischi che non vengano remunerati, utilizzando strategie robuste su mercati liquidi e attraverso strumenti derivati che ci consentono anche di mantenere costi di transazione ridotti- spiega Van Luu – Il tutto con ribilanciamenti mensili del portafoglio. Il punto di forza dell’intera strategia è la bassa volatilità complessiva: ad esempio durante la crisi finanziaria del 2007 il Carry era in forte downtrend e con alta volatilità, ma Value e Trend hanno più che compensato il calo, mantenendo in guadagno l’intera strategia e con una volatilità contenuta”.

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