I cinesi si fidano più dell'oro che di Obama

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di Marco Mairate 6 Marzo 2009 | 08:57
La Cina sta valutando se aumentare o meno le proprie riserve auree. Una cosa è certa, non comprerà altri titoli di stato americani, anzi sarebbe meglio venderli per molti economisti di Pechino.

In un sondaggio condotto tra i maggiori economisti cinesi, più di due terzi degli intervistati si sono detti pessimisti sulla possibilità che il Governo cinese aumenti la propria quota di debito americano, e credono invece che Pechino debba mettere più soldi sull’oro.

Secondo il quotidiano China Business News, su settanta economisti cinesi (incluso un economista straniero) il 71,4% si è pronunciato contro l’acquisto di altri bond americani mentre sarebbero favorevoli ad aumentare l’esposizione verso il metallo prezioso. Il rimanente 28,6% delle persone coinvolte nel sondaggio pensano che la Cina debba continuare a comprare titoli di stato emessi dal Governo Usa.

Ad un altra domanda del sondaggio, il 38,6% ha detto di essere contrario all’acquisto di nuovi bond ma pensa che non sia il caso di vendere titoli di stato, così non la pensa il 32,8% degli economisti che crede sia giusto che la Cina ceda una parte del suo portafoglio: di questi il 22,8% pensa che l’uscita dal debito americano debba essere graduale, mentre il 10% crede che l’uscita debba essere immediata.

Certo i risultati del sondaggio non sono incoraggianti visto che la Cina, dopo il Giappone è il primo detentore dei debito pubblico americano. Il paese del Sol Levante infatti detiene 644 miliardi dei circa 8,5 trilioni di debito americano, segue la Cina con 350 miliardi di dollari e il Regno Unito con 239 miliardi. Chiudono il gruppo i paesi esportatori di petrolio con circa 100 miliardi di dollari in debito americano.

L’ORO CINESE

Il sondaggio inoltre mette in luce alcuni aspetti sulle giacenze cinesi di oro. Come è risaputo, l’oro recentemente ha toccato il valore di 1.000 dollari l’oncia sui mercati delle materie prime, un record raggiunto soprattutto grazie al peggiorare della crisi economica, che ha spinto investitori piccoli e grandi a trovare rifugio nel metallo prezioso.

Sempre intervistati nel sondaggio, gli economisti cinesi pensano che visto l’elevato prezzo raggiunto dall’oro, sarebbe giusto vendere una parte delle 600 tonnellate di oro di cui dispone la Cina come riserve aurea. Ma anche qui le opinioni sono discordanti: il 21,4% degli economisti pensa che le riseve cinesi siano appropriate e di non vendere.

Il 75,7% degli economisti intervistati infatti crede che la Cina debba aumentare le proprie riserve auree: di questi il 48,6% opterebbe per un incremento graduale mentre il 27,1% crede in un’azione decisa e immediata.

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