Da Halloween al FANGs-giving

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di Finanza Operativa 9 Novembre 2017 | 13:30

a cura di Erik Knutzen, Chief Investment Officer – Multi-Asset Class. Neuberger Bergman

Dopo Halloween, ci saremmo potuti aspettare una settimana di dati economici terrificanti. Invece, si sono rivelati terribilmente positivi. Quando si riunì due mesi fa, il nostro Comitato di Asset Allocation anticipò un consolidamento della crescita sincronizzata in tutto il mondo e l’ottimismo degli investitori, accompagnati da potenziali sorprese reflazionistiche. Dove ci hanno condotto i dati positivi della scorsa settimana?

Un clima festaiolo

Abbiamo aperto con una crescita del PIL reale statunitense nel terzo trimestre pari al 3% annualizzato (e a un solido 5,2% nominale), e benché il rimbalzo dopo la stagione degli uragani non sia stata all’altezza delle aspettative, la settimana si è comunque conclusa con 261.000 posti di lavoro (escluso il settore agricolo) in più e un altro calo della disoccupazione, scesa ad appena il 4,1%. La mattina del 1° novembre, il modello “GDPNow” della Fed di Atlanta ha previsto un’espansione del PIL pari al 4,5% annualizzato per il quarto trimestre.

E i dolcetti non sono finiti qui: la spesa personale sta crescendo al ritmo più sostenuto dalla crisi finanziaria e l’indice della fiducia dei consumatori stilato dal Conference Board (il “Consumer Confidence Index”) si sta avvicinando ai massimi del secolo.

Anche l’Europa si è unita ai festeggiamenti. L’Unione Europea ha registrato il tasso di crescita del PIL più elevato da sei anni (2,5% annualizzato) e la flessione della disoccupazione ha superato le attese. Lunedì scorso, l’indice della fiducia economica della Commissione Europea ha toccato il livello più alto da gennaio 2001.

Il settore produttivo ferve. L’indagine di ottobre sulle prospettive per il settore manifatturiero del Texas elaborata dalla Fed di Dallas ha toccato il massimo da 11 anni, mentre il Chicago Business Barometer è sul picco degli ultimi sei anni. L’indice PMI relativo al settore manifatturiero statunitense, stilato dall’Institute for Supply Management, si è mantenuto in prossimità del massimo da 13 anni, con 16 settori su 18 in espansione.

Nell’Eurozona, l’indice PMI di IHS Markit relativo al settore manifatturiero ha archiviato la migliore performance annua del secolo e toccato un nuovo record sul fronte della creazione di posti di lavoro. Persino in Cina, dove si prevede un’andatura più moderata all’indomani del Congresso del Partito comunista vista la maggiore attenzione sulla qualità della crescita piuttosto che sull’entità, la settimana scorsa l’indice PMI relativo al settore manifatturiero elaborato da Caixin è rimasto stabile e in territorio positivo.

Tra gli ulteriori dolcetti ricevuti, figurano i segnali accomodanti della Banca Centrale Europea circa il piano di ridimensionamento degli stimoli e la decisione della Banca del Giappone di portare avanti la sua politica espansiva, benché la Banca d’Inghilterra abbia operato il suo primo, sperimentale rialzo in un decennio. La settimana si è conclusa con la nomina di Jerome Powell, il “candidato della continuità”, a nuovo numero uno della Federal Reserve statunitense. E non è finita qui: al Congresso è stato riaperto il dibattito che potrebbe portare alla riduzione delle tasse prima di fine mese.

Non sorprende che Halloween abbia segnato un record storico per l’Indice S&P 500: 10 chiusure mensili positive in altrettanti mesi dell’anno.

Il morso dei FANG

È stato un Halloween senza scherzetti?

Non proprio. Le azioni dei cosiddetti “FANG” (i nuovi leader tecnologici tra cui Facebook, Amazon, Netflix, Google e altri) hanno dato un bel morso ai nostri pronostici reflazionistici.

Le buone notizie macro sono risultate compatibili con le valutazioni formulate lo scorso settembre dal nostro Comitato di Asset Allocation, tuttavia avevamo ritenuto che la reflazione giustificasse una maggiore esposizione del portafoglio alle società value, cicliche e di minori dimensioni, rispetto alle aziende “FANG” che hanno trainato le performance di quest’anno.

Ma a metà della stagione degli utili del terzo trimestre, le società growth di qualità appartenenti alla stessa categoria dei FANG sono state le vere punte di diamante dell’S&P 500. Amazon, in particolare, ha annunciato risultati nettamente superiori alle attese, e giovedì abbiamo appreso che la domanda di iPhone X ha aiutato Apple ad accrescere il suo utile del 24% su base annua e a prevedere un maggior fatturato per fine anno. Al contempo, stando ai dati FactSet, la stagione degli utili del settore industriale si sta rivelando relativamente deludente.

Tuttavia, tutte queste cifre vanno contestualizzate. Non c’è alcun motivo per cui i FANG non debbano continuare a partecipare alla crescita globale, anche se i loro multipli appaiono un po’ tirati. Inoltre, i dati FactSet mostrano che il settore dei materiali di base storicamente più sensibile ai cicli è al comando in termini di sorprese positive sugli utili, seguito da quello tecnologico ed energetico. Anche la finanza è riuscita a sorprende in positivo in alcuni casi malgrado gli effetti disastrosi degli uragani sugli utili delle compagnie assicurative. Complessivamente, tre quarti delle società statunitensi hanno superato le stime relative agli utili del terzo trimestre: i titoli ciclici sono rimasti leggermente indietro rispetto ai FANG, ma hanno comunque avuto un buon trimestre.

Peraltro, un andamento un po’ più disordinato va messo in conto visto che passiamo da un contesto “alla Riccioli d’Oro” a uno scenario più reflazionistico. Può darsi che il settore industriale sia rimasto indietro, ma gli utili annunciati da Caterpillar sono stati tra le maggiori sorprese positive della stagione, grazie a una domanda in espansione in ogni paese in cui l’azienda vende i suoi prodotti. È esattamente questo il tipo di risultati che ci si aspetterebbe vista la traiettoria degli indici PMI globali.

In sintesi, il successo dei FANG non ha succhiato il sangue ai dati macroeconomici della scorsa settimana. C’è sempre la possibilità che la riduzione del debito in Cina faccia la parte del fantasma, e che le società zombie facciano invertire il ciclo creditizio nel giro di un paio d’anni, ma sia i dati macro che quelli societari diffusi nella settimana di Halloween mettono a nudo solide fondamenta per lo scenario reflazionistico. E in occasione della prossima festività – il 23 novembre è il Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti (Thanksgiving Day) – potremmo festeggiare quel taglio alle tasse in grado di far finalmente resuscitare dal regno dei morti altre società cicliche.

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