Madoff, da banche e fondi arrivano i primi rimborsi

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di Marco Mairate 13 Marzo 2009 | 15:09
Si avvicina la fine del processo Madoff e cominciano ad essere rimborsati i primi clienti truffati nella frode finanziaria. In gennaio aveva iniziato il Banco Santander, oggi è il momento di Union Bancaire Privée.

Union Bancaire Privée, il secondo fondo di fondi hedge al mondo, ieri ha avanzato un proposta di rimborso per i clienti finiti nella frode di Bernard Madoff. La società è infatti una delle vittime più colpite dal Ponzi Scheme di Madoff, dato che aveva investito oltre 700 milioni di dollari con il manager statunitense.

La società controllata dalla famiglia Picciotto si è offerta di ripagare la metà delle perdite subite dai suoi clienti, basandosi però sul valore iniziale dell’investimento epurato dalle performance ‘fasulle’ conseguite per il numero di anni in cui il cliente ha investito con Madoff. In dettaglio la banca offre un payout annuo del 10% sull’investimento iniziale per ogni cliente per 5 anni, aumentato di un interesse del 2% l’anno.

(A fianco Jan Frogg, Head of Alternative Investments, UBP)

Ovviamente questa decisione è legata alle decine di cause legali che i clienti di Madoff stanno intentando in giro per il mondo a financial adviser o fondi hedge, considerati responsabili della di non aver sufficiente approfondito l’origine di queste performance gonfiate.

Lo scorso mese, per esempio,  il gruppo spagnolo Santander (altra vittima di Madoff con un’esposizione di 2,3 miliardi di euro) aveva offerto ai propri clienti 1,4 miliardi di euro di risarcimenti tramite un obbligazione perpetua con un un rendimento del 2% annuo. Differente l’atteggiamento di altri società esposte verso Madoff. Celfin Capital, in Chile, ripagherà per esempio l’intero ammontare della perdita subita (11 milioni di dollari); Safra Group, gruppo che controlla banche in Brasile e Stati Uniti, ha invece fatto delle proposte che sono ancora al vaglio dei clienti.

Sicuramente il gruppo più generoso è stata la National Bank of Kuwait. La banca infatti ha detto di voler ripagare integralmente quanto svanito nella truffa, investimento iniziale oltre alle performance maturate negli anni per un esborso complessivo di 50 milioni di dollari.

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