L'Oracolo – Siamo in crisi, ma il bonus no

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di Matteo Chiamenti 17 Marzo 2009 | 17:00
Strane visioni dal mondo della finanza. Obama si scagia contro Aig, che in un momento di crisi non rinuncia a “premiare” i propri manager.

Avete presente i videogiochi? Ok. Uno mette la monetina, abbandona il mondo degli adulti per qualche momento, poi appena uno combina una stupidaggine compare la scritta “game over”. Il meccanismo è chiaro. La logica sta nello sfruttare bene la monetina inserita. Immaginatevi invece che dopo aver giocato e aver sbagliato, la macchinetta vi restituisca non solo la monetina, ma una cifra nettamente superiore alla stessa. E’ un po’ quello che è successo ai manager Aig.

Il game over sui derivati è costato un salvataggio pubblico da 173 miliardi di dollari, ma i giocatori “manager” sono in procinto di essere ricompensati con 165 milioni in premi. Per fortuna la cosa non è passata inosservata, se è vero che il presidente Obama si è così espresso: “Aig è un’azienda in crisi a causa di avidità e irresponsabilità. E’ difficile capire come i trader nei derivati abbiano diritto a qualunque premio. Come è possibile giustificarli davanti ai contribuenti?” Il signor Edward Liddy (a.d. della società) si è difeso sostenendo che gli stessi bonus rispondono esclusivamente a precisi obblighi contrattuali. Perché noi siamo persone serie, avrei aggiunto io, magari con il supporto di un burattino in mano e qualche ciuffo colorato in testa.

Insomma, si combinano disastri ma c’è la possibilità di essere premiati lo stesso. “Ti piace vincere facile?” recitava un simpatico spot che ben si adatterebbe al contesto. Ponzi ponzi po po po.

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